sabato 9 febbraio 2013

News ed Eventi Federazione Rom e Sinti insieme

News ed Eventi




Federazione Rom e Sinti insieme

In Italia sono migliaia gli apolidi non riconosciuti. La maggior parte rom provenienti dalla ex Jugoslavia.
Presentato il rapporto “In the Sun”: sono 800 secondo le cifre ufficiali, ma secondo lo studio sarebbero decine di migliaia.


Il numero degli apolidi in Italia è incerto e sottostimato. Secondo le statistiche ufficiali sarebbero appena 800, ma potrebbero essere in realtà decine di migliaia. È quanto emerso in occasione della presentazione del rapporto finale del progetto In the Sun (Alla luce del sole), realizzato dal Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) con la collaborazione di Opera Nomadi e  Federazione Rom e Sinti insieme 
e con il supporto di Open Society Foundations.
La ricerca è stata condotta su tre città campione: Roma, Napoli e Milano, attraverso un questionario somministrato in alcune comunità Rom. Su 239 intervistati, ben 139 sono risultati senza alcuna cittadinanza. Tra questi ultimi, 105 hanno intenzione di chiedere la cittadinanza, mentre solo 23 hanno dichiarato di voler intraprendere il procedimento per il riconoscimento dello status di apolide e solo 6 lo hanno effettivamente intrapreso.
Il gruppo maggiore di persone apolidi di origine Rom in Italia sembra essere costituito dalle comunità giunte negli anni Novanta a causa della guerra e della dissoluzione della ex Jugoslavia. Questi apolidi “di fatto”, anche quando chiedono di ottenere la certificazione ufficiale dello status di apolidi, si trovano in una situazione paradossale. La via amministrativa, attraverso il Ministero dell’interno, è troppo “esigente”, perché si chiedono documenti come la residenza che queste persone non possono avere, anche se vivono da generazioni in Italia. L’altra via è quella di ricorrere al giudice, ma in questo caso la normativa e i procedimenti sono incerti e quindi passano tanti anni prima di vedersi riconosciuto lo status di apolide.

 Immigrazioneoggi.it

mercoledì 6 febbraio 2013

STRATEGIA DI INCLUSIONE DI ROM SINTI 2013

IMMIGRAZIONE - LE REGIONI PROPONGONO TAVOLI REGIONALI PER INTERVENTI LOCALI NELLA STRATEGIA DI INCLUSIONE DI ROM SINTI E CAMMINANTI   (2013-01-28)




La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha avanzato (nel corso della seduta del 24 gennaio) la proposta di costituire tavoli regionali per il coordinamento degli interventi locali nell’ambito della strategia nazionale di inclusione dei rom, sinti e caminanti.
Il documento sul tema, approvato dalla Conferenza e pubblicato prevede la  costituzione di tavoli regionali per il coordinamento degli interventi locali nell’ambito della strategia nazionale di inclusione dei rom, sinti e caminanti

Con la Comunicazione n. 173 del 5 aprile 2011, recante “Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020”, la Commissione Europea ha affermato l’improcrastinabile esigenza di superare la situazione di emarginazione economica e sociale della principale minoranza d’Europa.

Muovendo dalla considerazione che l’inclusione dei Rom comporterà non solo vantaggi sociali, ma effetti positivi sul piano economico sia per i Rom, sia per le comunità di appartenenza, le istituzioni europee hanno sollecitato gli Stati membri all’adozione di una Strategia globale per la loro integrazione e per il sostegno di alcuni specifici obiettivi di rilevanza primaria: accesso all’istruzione, all’occupazione, all’assistenza sanitaria e all’alloggio.

In tale contesto, è stata elaborata la Strategia nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti sulla quale il 22 maggio scorso la Commissione Europea si è espressa positivamente, invitando gli Stati membri dell’Unione ad attuare misure adeguate per migliorare l’integrazione economica e sociale dei Rom in Europa.

Nella Strategia nazionale sono stati, quindi, individuati quattro assi di intervento al fine di favorire l’inclusione sociale delle popolazioni Rom: istruzione, lavoro, salute e casa.
In particolare, la Strategia prevede nel settore dell’istruzione l’aumento delle opportunità educative, del numero degli iscritti a scuola, “favorendo la frequenza, il successo scolastico e la piena istruzione”, anche attraverso processi di pre-scolarizzazione, puntando sulla partecipazione dei giovani all’istruzione universitaria, all’alta formazione e alla formazione-lavoro anche mediante prestiti d’onore, borse di studio e altre agevolazioni previste dalla legge.
Per quanto concerne il lavoro, il citato Documento pone al primo posto la promozione della formazione professionale e l’accesso al lavoro, la regolarizzazione del lavoro irregolare o precario, lo sviluppo imprenditoriale, la promozione del lavoro autonomo e di percorsi di inserimento specifici per donne e under 35 anni.

In ordine alla salute, l’obiettivo centrale della Strategia è l’accesso ai servizi sociali e sanitari sul territorio, l’implementazione della prevenzione medico-sanitaria con particolare attenzione a donne, ragazzi, anziani e disabili con interventi mirati a favorire la salute riproduttiva e coinvolgere i servizi sociali nei programmi di cura medica, anche mediante l’inserimento di mediatori culturali.

Sul fronte casa, il testo indica come priorità anche quella di “aumentare l’accesso a un ampio ventaglio di soluzioni abitative in un’ottica partecipativa di superamento definitivo di logiche emergenziali e di grandi insediamenti monoetnici, nel rispetto delle opportunità locali, dell’unità familiare e di una strategia fondata sull’equa dislocazione”.
Al fine di perseguire le suddette finalità, la Strategia - oltre ai Tavoli nazionali - prevede l’opportunità di costituire i Tavoli Regionali, coordinati dalla figura istituzionale regionale direttamente competente per materia, che prevedano la partecipazione degli altri uffici regionali interessati, nonché la partecipazione di rappresentanti delle amministrazioni periferiche statali, dell’insieme degli enti locali (Province e Comuni) a partire da quelli più direttamente interessati dalla problematica Rom, unitamente al coinvolgimento delle associazioni e degli enti della società civile impegnati nella tutela delle comunità Rom, Sinti e Caminanti.

In particolare, i Tavoli Regionali dovrebbero avere il compito di sensibilizzare le autorità comunali e provinciali e monitorare l’attuazione della Strategia a livello locale. I Tavoli costituiranno il luogo di elaborazione di Piani locali che verranno sperimentati, in via prioritaria, nei territori in passato ricompresi nella gestione emergenziale (Lazio, Campania, Lombardia, Piemonte e Veneto), nelle regioni che vivono specifiche problematiche di esclusione sociale delle comunità rom e presso le città delle Regioni rientranti nelle priorità dell’Obiettivo Convergenza della programmazione dei fondi strutturali 2007-2013.

Inoltre, in vista della prossima programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 e dell’esigenza di un coordinamento degli interventi che, a livello locale e regionale si potranno predisporre per l’inclusione di Rom e Sinti, il Tavolo regionale avrà un importante ruolo di programmazione e orientamento della progettazione locale su fondi strutturali, che prevede una specifica priorità tematica rivolta all’inclusione delle suddette comunità, di monitoraggio degli interventi, canalizzazione dell’informazione e valutazione degli sforzi profusi.

In considerazione di quanto sopra, le Regioni si impegnano ad attuare la strategia nazionale in ambito regionale e di promuovere la costituzione dei tavoli di lavoro regionali, comunicando all’UNAR (segreteriaunar@governo.it; tel  06/67792267) entro il 28 febbraio 2013 il nominativo del Coordinatore e la composizione del Tavolo.(28/01/2013-ITL/ITNET)


lunedì 4 febbraio 2013

Rom e sinti, tra falsi allarmi Rom e Sinti

I Rom della Romania
29 Novembre 2011




Rom e sinti, tra falsi allarmi e integrazione: il docufilm "Mandiamoli a casa".Per informazioni clicca qui




www.vicenzapiu.com

Diritti negati dal 1400 Sinti e Rom



Non dimentiche! i noistri Diritti negati da sempre!  dal 1400




Auschwitz, il numero più alto di questa tragica classifica è certamente rappresentato dagli ebrei provenienti da tutta Europa, soprattutto da quella dell'Est, che sono morti in oltre un milione; ma non si possono scordare gli oltre 23 mila tra Rom e Sinti della sezione Bille di Auschwitz, Birkenau, trucidati e bruciati dai nazisti in quanto "Razza" inferiore. I Rom chiamano quello sterminio Porrajmos. I sinti lo chiamano "U Barro Merape".

( E tutto vero!  o  e una cosa  in ventata! )


Resoconto in questi ultimi  anni?
In Italia  delle Associazione che   non  son Sinti e Rom, Finanziano queste associazioni con i progetti Europei e  usano i soldi! tanti euro e dicono che servono  per fare i mediatori colturali e che servono per fare migliorare i sinti i rom e i camminanti, ma in realtà non e vero! Per che noi abbiamo fatto questa osservazione? Per il semplice motivo che non abbiamo visto nessun  miglioramento e non interagiscono! insieme a Sinti e Rom, che vivono e risiedono e nelle Citta, e sono nati in Italia, in poche parole nei comuni Italiani dove le sinti rom vivono ancora sotto un  strano profilo quello del’ assistenzialismo i sinti e rom sono andicappati e non possono auto gestirsi, da soli perché anno una mente inferiore e questo e "razzismo" e "discriminazione"  diretta e o indiretta, come facevano per gli i nostri fratelli Ebrei nel tempi del 1943 – 44,  oggi tocca a noi! che viviamo 2013 non ci danno la possibilità di integrarci perché  siamo “Sinti e Rom” e non lo dicono direttamente ma e cosi!  noi non siamo degni di avere un diritto paritario,  con le altre comunità Italiane  o Ebraiche  ci trattano come forestiere a casa nostra e non ci riconoscono come Italiani e non riconoscono i nostri Diritti di Cittadini Italiani appartenenti alla Minoranza, ( Sinta e Romanì ).  Il parlamento parla di ugualgianza e di  diritti fondamentali ma in realtà in Italia vengono riconosciuti solo a  chi e superiore e alla razza inferiore deve e non ha diritto di avere lavoro e  diritto alla casa, e a altri diritti  avere dei terreni a cambio uso a uso Abitazione  il nostro lavoro, dello spettacoli viaggianti, non cresce e non rende più i la vori tradizionali non ci permettono di rialzare la nostra fascia, debole e  chi a Aperto una attività deve chiudere perché  il guadagno non copre le spese!  soprattutto non ce un futuro prospettivo per i nostri giovani  ragazzi e ragazze Sinte e Rom,  io come presidente a nome dei Sinti e Rom D'italia chiedo a tutti gli Organi Parlamentari  del Senato e delle Camere del Parlamento Italiano! e del Governo Italiano! e delle politiche  di intervenire Italiana a questa causa! che noi Sinti e Rom  stiamo subendo da anni e tutti fanno finta! di niente, oggi vogliamo dire! che anche noi sinti e rom votiamo in  italia, e  ci siamo anche noi sinti e rom Italiani dal 1400.

www.valdelsa.net

Davide Casadio Presidente Sinti Italia


È morta Ceija Stojka, scrittrice rom sopravvissuta all’Olocausto

Con il libro ‘Forse sogno di vivere’ raccontò il Porrajmos, il genocidio degli zingari di cui fu testimone diretta



È morta Ceija Stojka, scrittrice rom sopravvissuta all’Olocausto 

Una recente immagine dell'artista rom Ceija Stojka
Credits: EPA/RAINER JENSEN

A poche ore dalla conclusione della Giornata della Memoria , è scomparsa nella notte tra il 28 e il 29 gennaio a 79 anni Ceija Stojka, pittrice, musicista e scrittrice rom, famosa per essere sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti e per aver raccontato quella tragica esperienza attraverso le sue opere.

Nacque nel 1933 a Kraubath, un piccolo paese della Stiria una piccola regione nel sud-est dell'Austria, quinta di sei figli di una famiglia appartenente a una minoranza di rom chiamati Luwara. Nel 1941 suo padre fu imprigionato nel campo di Dachau e ucciso di lì a poco nel tristemente famoso castello di Hartheim. Dopo due anni, nel 1943, il resto della famiglia Stojka venne deportato ad Auschwitz, dove morirono quasi tutti. La piccola Ceija venne risparmiata e trasferita nel campo di Bergen-Belsen assieme alla madre a pochi altri parenti.

Venne liberata nell’aprile del 1945 dai soldati britannici. Dopo essere ritornata dalla prigionia, ha vissuto a Vienna e nei suoi dintorni facendo la venditrice ambulante e scrivendo poesie, racconti e canzoni in tedesco e in lingua rom.

“In ogni momento della mia vita ricordo Auschwitz” aveva detto in una recente intervista. E infatti, lungo tutta la sua carriera di artista, non ha mai smesso di dare testimonianza della propria esperienza, facendo conoscere al mondo il genocidio di sinti e rom, chiamato Porrajmos (“grande devastazione” in lingua romanì).

Nel libro Forse sogno di vivere , edito da La Giuntina, la scrittrice parla dell’Olocausto, raccontando i mesi trascorsi a Bergen-Belsen e descrivendo l’orrenda vita quotidiana di quei giorni. Non sembra esserci né odio né amarezza nelle sue parole, nonostante le crudeltà subite, dalle violenze alla fame, fino alla onnipresente sensazione di una morte imminente. Ci sono nel testo, piuttosto, vivide immagini di testimonianza per ricordare e non ripetere, oltre a una domanda che ricorre costante: come hanno potuto tante persone mettersi così ciecamente nelle mani di un altro uomo e di un regime sanguinario?


venerdì 1 febbraio 2013

L'on. Maroni e i bimbi Rom - Tosi nel' 2008

L'on. Maroni e i bimbi Rom



Tosi nel' 2008

Gentile direttore, voglio ricordare che il candidato leghista alla presidenza della Regione Lombardia, on. Roberto Maroni, nel 2008 (allora ministro dell'interno) voleva prendere le impronte digitali ai bimbi Rom.
Verona la Lega organizzò una pesantissima campagna contro i Sinti. Sui manifesti affissi in tutta la città si leggeva: "Per la sicurezza della cittadinanza via gli zingari da casa nostra.


Ricordo all'on. Maroni che almeno 600mila tra Rom e Sinti furono vittime della ferocia del nazifascismo. Ricordo anche che ci furono partigiani zingari che presero parte alla Resistenza. Ricordo che chi discrimina per il colore della pelle e per la collocazione etnica fa soltanto del razzismo. I partigiani hammo combattuto anche contro questo. L'art. 3 della Costituzione si richiama al passato e da esso attinge la forza della democrazia. E non può che respingere fermamente qualsiasi forma che possa in qualche modo identificarsi col razzismo.
Renato Bettinzioli
BRESCIA

Il sindaco fa sapere Pisapia - Rom e Sinti

I Rom: "Esclusi dal giorno della memoria”
Pisapia si difende: gli inviti non li ho fatti io

Rimpasto di giunta a Milano

Preside di frontiera all'Educazione


Pisapia.

oggi «continuano a non piacere». Il sindaco fa sapere di «non aver assolutamente dimenticato» lo sterminio di Rom e Sinti.

Milano. Rabbia e disappunto sono stati espressi delle associazioni Rom e Sinti di Milano per «l’esclusione», «per il 2° anno consecutivo» nella Giornata della memoria. Hanno accusato la giunta di “dimenticarsi” dello sterminio di Rom e Sinti. «Noi sappiamo bene - scrivono le associazioni a Pisapia -, che gli “zingari” non piacciono. Non piacevano ai nazisti che li hanno accomunati agli ebrei nello sterminio su base razziale, non piacevano ai fascisti» e oggi «continuano a non piacere». Il sindaco fa sapere di «non aver assolutamente dimenticato» lo sterminio di Rom e Sinti. E respinge responsabilità: l’iniziativa al Binario 21 «non è organizzata dal Comune». Ma dalla Fondazione Memoriale della Shoah.