domenica 18 agosto 2013

“+Respect: Strategies, Policies, Initiatives to Combat Discrimination

Davide Casadio Elvis Ferrari

Final International conference “+Respect: Strategies, Policies, Initiatives to Combat Discrimination and Foster the Inclusion of Roma People” – Rome, 13 May 2011 I risultati dei seminari tematici sono stati portati all'attenzione dei 100 e più partecipanti del rispetto conferenza finale + ", strategie, politiche, iniziative per combattere la discriminazione e promuovere l'inclusione dei Rom", tenutosi a Roma il 13 maggio 2011 in la Sala di Liegro a Palazzo Valentini (Casa della Provincia di Roma). La conferenza ha avuto un focus sulle strategie locali volte a favorire l'inclusione e la partecipazione dei Rom e favorito un ampio dibattito sui principali temi del progetto con la presentazione di diverse buone pratiche realizzate in Europa e incoraggiando il dibattito e il confronto intorno al tema del miglioramento della la situazione dei Rom nell'Unione europea.
www.morespect.eu


Federazione Rom e Sinti Insieme - Alessandro Pagano Dritto


Federazione Rom e Sinti Insieme,  Esiste una questione interna al rapporto tra una qualsiasi maggioranza e una qualsiasi minoranza: la questione dell’immagine.

L’ultimo comunicato che Vicenza Più ha ricevuto da Davide Casadio, presidente della Federazione Rom e Sinti Insieme, permette di avanzare alcune riflessioni generali che i precedenti articoli avevano lasciato inconsiderate. Esiste una questione interna al rapporto tra una qualsiasi maggioranza e una qualsiasi minoranza: la questione dell’immagine. Che può sembrare banale, ma che in realtà è vitale, perché l’immagine è tutto.


Qualsiasi giornale ha il compito di fornire al suo lettore un'immagine del mondo: una selezione di fatti, che costituiscono le notizie, e una connotazione degli stessi. Il lettore, che legge e spesso compra quel giornale perché nutre fiducia nei confronti di quello che vi trova scritto, vedrà il mondo con gli occhi del giornale.

È una grossa responsabilità, la maggiore responsabilità di ogni mezzo di comunicazione, ed è per questo che sarebbe auspicabile che buona parte del giornalismo – non solo veneto, ma italiano - si rinnovasse da questo punto di vista, e lo facesse in due modi: ponendo attenzione a come utilizza la cronaca e al rispetto dell’individuo tanto quanto delle comunità nel lessico utilizzato.

Magari sarebbe utile, ora che i commenti virtuali lo rendono possibile, che i lettori stessi lo spingessero a cambiare.

Innanzi tutto la connotazione dei fatti, ovvero le parole.

Un giornalista che scriva o peggio titoli, poniamo il caso: «rom ruba» o «arrestato africano», non sta forse svolgendo nel migliore dei modi il suo lavoro. Sta dando senza dubbio una notizia vera, ma bisognerebbe che si chiedesse prima quale importanza rivesta nella notizia il fatto che un reato sia stato compiuto da un rom, o da un africano, da un mediorientale, un arabo di qualsiasi paese, un musulmano, qualsiasi minoranza di qualsiasi tipo presente oggi in Italia. La persona ha rubato perché, poniamo, rom o africano, o perché, sempre poniamo, non ha lavoro o fa parte di una banda criminale? Il reato è più grave se a commetterlo è un non italiano, o un cristiano o qualsiasi altra connotazione più vicina alla maggioranza di noi rispetto a quelle elencate prima? E soprattutto, chi si immaginerebbe un titolo come «italiano ruba in centro a Vicenza» oppure «cristiano picchia la moglie»? Eppure anche gli italiani rubano e anche i cristiani picchiano le donne.

Con titoli del genere il giornalista finisce per convincere chi legge, anche del tutto involontariamente, che un’intera categoria di persone commette reati per una non meglio precisabile «indole di sangue», o per «cultura»: l’immagine che il lettore stesso se ne costruisce è infatti quella di commettitori seriali di reati, perché la stampa gliene parla quasi solo ed esclusivamente in questi termini.

E allora ecco che nasce la fobia indiscriminata: verso i rom, verso gli africani, verso gli immigrati, verso i rumeni, verso gli slavi, un tempo verso i meridionali e i napoletani in particolare. Materiale da barzelletta, appunto perché le barzellette giocano per loro natura con queste immagini costruite che sono gli stereotipi. Ma gli stereotipi negativi, oltre alle innocue barzellette, creano anche meno innocui rancori ciechi che minano la serenità di una comunità sempre più varia qual è quella italiana, convincendo la maggioranza che il crimine non sia qualcosa di trasversale a tutte le comunità; in poche parole, ingannandola.

Ecco allora un secondo invito che i lettori dovrebbero fare ai giornali, oltre a cambiare lessico: quello di rendere conto della società nella sua complessità senza fermarsi alla delinquenza. Una società non è fatta solo di delinquenza, ed è limitante che un giornale generalista descriva un mondo sempre più complesso quasi esclusivamente attraverso gli occhi della questura, lasciando altre narrazioni a giornali settoriali per pubblici settoriali. La questura fa il suo lavoro, ma la sua visione – le notizie di cronaca nera sono rielaborazioni di quanto comunicato ai giornali dalle questure – non può diventare totalizzante; semplicemente perché nella società non esiste solo la delinquenza e non tutto ciò che accade in un giorno nel mondo viene annotato dai questurini. Il lettore ha il diritto di essere informato a tutto tondo e di non vedere intere comunità relegate alla mera cronaca nera. Se in una comunità non c’è solo chi delinque, ma anche chi combatte per i propri diritti, ad esempio, perché non renderne conto?

VicenzaPiù ritiene di essere su questa strada e ha scelto di parlare di ogni tipo di minoranza in termini diversi da quelli della cronaca nera.

Speriamo che i lettori possano essere al nostro fianco e aiutarci a percorrere questa strada. È già successo che ci abbiano dato suggerimenti e indicazioni, che ci abbiano anche corretto: è segno che abbiamo lettori attenti ed esigenti che ci vogliono sempre migliori.

Noi crediamo in questo giornalismo e con questo giornalismo vogliamo continuare.


Davide Casadio

sabato 17 agosto 2013

Strategia in tutta la Provincia Vicentina - Un piano di azione con i “Sinti e Rom

Strategia in tutta la provincia vicentina: un piano di azione con sinti e rom

Di Redazione VicenzaPiù | ieri alle 22:43 | 0 commenti
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Riceviamo, insieme ai suoi ringraziamenti per l'opera informativa di Vi cenzaPiù, dal presidente della Federazione Rom e Sinti Insieme Davide Casadio (nella foto a sinistra), e pubblichiamo.
Il presidente si propone in un dialogo di lavoro d’informazione e scambi di pensieri e a rapporto tra gli enti e le comunità sinti e rom a conoscenza le temi del ambito sinti e rom, obbiettivi della  Associazione sinti Italiani in viaggio per il diritto e la Cultura. 
Combattere
Il "Razzismo" diffuso e l'incitamento all'odio razziale, e i continui fatti di discriminazioni subiti e le continue diffidenze e correggere le interpretazioni e ratte e tutti gli stereotipi che attaccano i chiamati esclusi dalle società, che impediscono l' incrementare la aumento accrescimento sviluppo crescita, di una vera inclusione.
Il quadro generale della situazione di Vicenza: in tutta la provincia andrebbe valutato bene per avere  il miglioramento. Statistiche fatte in ultime settimane e in questi ultimi anni la questione sinti e rom,  Il problema non sono solo sinti o le rom, il problema e chiedersi come confrontarsi e cercare di risolverli e senza alimentare la cittadinanza con  il “Stigmatizzare” intere Famiglie, soprattutto una popolazione di minoranza  sinta o rom e incominciare a mettere sulle (testate di stampa ) del giornalismo  e rilevare solo ripeto! il nome e cognome del trasgressore! del fatto, e non colpire tutta la famiglia, di una minoranza  Etnica, di un popolo perseguitato? Già dal dopo (Guerra, dal Nazifascismo e Nazista ). Questo sarebbe già un piccolo accenno da parte di chi fa’ notizia! E riportare notizie! Sbagliate, non costruisce ma fa fallire tutti gli scopi fra Ente e Associazioni sinti e rom, Noi stiamo valutando come se e poco! Importante fare conoscere e presentare la “Strategia Nazionale” che per esempio pratico sarebbe la base! Di una partenza condivisa fra, tutti quelli che hanno contribuito e sensibilizzando e siamo partiti il con il Governo - Parlamento - Senato Italiano, per sfruttare le Line guida e la collaborazione di tutte le associazioni che anno lavorato insieme presenti hai tavoli con le strategie che rapportano dei vantaggi a (tutti i tavoli di lavoro) che oggi possono essere in rapporto con gli enti e le Province, e le Regioni, soprattutto nel Veneto. E le autorità a saper coinvolgere nei comuni del vicentino adotterebbero la strategia con i mediatori sinti e rom e riportare un percorso di conoscenza delle culture rom e sinte, gli obiettivi sono semplici e sono alcune proposte da presentare nei tavoli che prima di prendere iniziative sarebbe importante fare una consultazione dei rappresentanti delle comunità  e partecipazione da parte dei  funzionari e le autorità per un preliminare d’inclusione, sinti e rom per ottenere una di base, solida e  per stabilire un rapporto duraturo non fallimentare  nei traguardi delle inclusione per tutta la provincia di Vicenza.

Tavoli: con risoluzioni vere e sincere senza secondi scopi costituzionali? Dialoghi d’interazioni
Gli interventi del Presidente Nazionale per riqualificare un assetto di sensibilizzazione, Collaborazione.

Una consulta per Provincia di Vicenza le 5 assi solo sui tavoli si può prendere le vere strategia: un termine semplice al quale spesso si fa riferimento, ma di cui non sempre si capisce il significato.

La strategia è da intendersi come un piano di azioni concepite e disegnate per raggiungere un particolare obiettivo. Una Strategia, mette quindi insieme pensiero, piano e azioni, o meglio, tattica. La strategia aiuta a capire che cosa fai, che cosa vuoi essere e, la cosa più importante, come pianificare per arrivare a raggiungere lo scopo prefissato. La strategia identifica gli obiettivi e la direzione verso una vera inclusione che le singole famiglie, di  rappresentanza  sinti e rom,  e gli enti locali,  e in genere tutti i coinvolti  d’avere un minimo di conoscenza per conoscere l pensieri e le proposte  dei diretti interessati!  per poter definire il loro lavoro e valutarlo come proposte di inserimento e avere il successo e a livello di  Un’organizzazione che non ha una “strategia” va da una direzione a un’altra seguendo le differenti opportunità di confronto tra i due elementi di culture diverse ma senza mai raggiungere grandi risultati. Una può essere la conseguenza dell’altra e tutte possono integrarsi tra di loro, creando formule vincenti in termini di un solo obiettivo di diritti e di doveri. Punto di partenza è creare uno dei punti d’incontro intorno hai tre I (Sinti e Rom,  Enti Locali, e Presidente della  ASS:)  componenti quale “focus naturale” per poi cercare di Mediare tra i due e riportando un assetto di rispetto delle da entrambi di livelli di line guida molto importante da non lasciare su un tavolo! Ma dare una concreta via di uscita di un miglioramento e credibilità e attraverso questi incontri strategici il buon risultato sarà un convivere e un riconoscere il bisogno di famiglie emarginate e abbandonate al sbaragliata senza via di uscita.

1.       Lavoro
2.       Habitat
3.       Scuole
4.       Sanita
5.       Mediazione Culturale, attiva e diretta!

Insieme alla Federazione Rom e sinti Insieme, e  Sindaci e gli Assessori, e i servizi Sociali 
In particolare e indirizzati agli enti locali, per chi sarebbe interessato alla strategia e vorrebbe presentarla nei  comune nel Vicentino gli  scopi sono  di Mediazione Culturale.

Per chi vorrebbe e de interessato  alla  “  Strategia-Nazionale-SintieRom-pdf di inclusione dei sinti e rom, sia presentata possa inviarci una email? Sinti italiani ringrazia tutti coloro che sono sensibili alla nostra partecipazione e contributo della nostra disponibilità e coinvolgerci nei dialoghi di confronto.
Davide Casadio 

venerdì 16 agosto 2013

l'Europa Orientale. pregiudizio contro Sinti e Rom


Omicidi a sfondo razziale son un comune problema europeo
Martedì scorso in Ungheria sono stati condannati quattro militanti di estrema destra per omicidi compiuti da loro per motivi razziali. Il politologo Peter Kreko di Political Capital ha raccontato a La Voce della Russia del significato che ha questa condanna e anche di possibili paralleli con il processo riguardante l'organizzazione NSU in Germania.
- Un paio d'anni fa i quattro tagliagole hanno intenzionalmente compiuto aggressioni contro comunità zingare. Non conoscevano personalmente le vittime e, di conseguenza, gli omicidi non sono stati compiuti per motivi personali ma, evidentemente per motivi etnici. I criminali sono stati catturati nel 2009. Dopo quattro anni di udienze in tribunale il tribunale di primo grado ha emesso una dura condanna. Tre degli omicidi sono stati condannati all'ergastolo senza il diritto di scarcerazione anticipata. Penso che la corte d'appello emetta una condanna analoga.
- Come è stata possibile una serie di questi omicidi a sfondo razziale nel cuore d'Europa? Si può spiegarla con una specificità ungherese?
- Non considero questo caso unico nel suo genere: nell'Europa Orientale ci sono molti paesi con grandi diaspore zingare dove sono capitati simili aggressioni o, almeno, ci sono state violenze contro zingari. Ciò deve servire da campanello d'allarme che indica che all'interno delle società di molti paesi dell'est europeo esistono simili pregiudizi capaci di giustificare moralmente i criminali che compiono queste aggressioni. Per quanto riguarda il contesto politico ungherese qui può giocare il suo ruolo il fatto che il partito di estrema destra "Per una migliore Ungheria" dal 2006 si distingue per una retorica violenta e aggressiva e, tuttavia, non è un fenomeno specificamente ungherese. Questa retorica evidentemente influenza l'opinione pubblica, già molto ostile verso zingari.
 italian.ruvr.ru-europeo
  

Memors, il primo museo virtuale del Porrajmos in Italia

Memors, il primo museo virtuale del Porrajmos in Italia

La notte del 2 agosto 1944 ad Auschwitz-Birkenau veniva liquidato lo Zigeunerlager, il settore del campo riservato all'internamento di rom e sinti. 

Dal 2 agosto 2013 sarà online in italiano e inglese il primo museo virtuale del Porrajmos in Italia, realizzato grazie al progetto MEMORS, finanziato dall’Unione Europea e creato da un'idea di Luca Bravi e Matteo Bassoli, con il supporto di Carlo Berini. Il museo offre una panoramica tra storia e memoria di quello che è stato il Porrajmos in Italia, ovvero l’olocausto sinto e rom. Per la prima volta sono state raccolte le testimonianze dirette e indirette della persecuzione subita da rom e sinti durante il fascismo, all’interno dei numerosi campi di concentramento italiani a loro riservati.

Il progetto è stato coordinato dall’associazione Sucar Drom con l'Università L. da Vinci di Chieti, la Fondazione Fossoli, Flare e la Federazione Rom e Sinti insieme. MEMORS non ha dato vita solo all’importante sito Porrajmos.it, ma anche a un libro, a uno spettacolo teatrale, a un account twitter, a decine di conferenze nazionali e internazionali, a dibattiti e a tre targhe commemorative presso Prignano sulla Secchia (MO), Agnone (IS) e Tossicia (TE).


Porrajmos.it è uno strumento didattico unico in Italia e in Europa. Porrajmos.it é memoria attraverso la voce dei testimoni. Porrajmos.it é storia italiana.
Davide Casadio Presidente Federazione Rom e Sinti Insieme.

mercoledì 14 agosto 2013

Vicenza,porte aperte a artisti da strada

Vicenza, porte aperte a artisti da strada
ordinanza sindaco, performance potranno durare sino a tre ore
18 agosto, 12:56

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Guarda la foto1 di 1 (ANSA) - VICENZA, 18 AGO - Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha firmato un'ordinanza che consente lo svolgimento di performance di ballerini, musicisti, giocolieri, mimi, madonnari, ritrattisti, saltimbanchi.

Prevede lo svolgimento delle attività artistiche dalle 9 alle 14 e dalle 15.30 alle 23 con alcune limitazioni: non sarà possibile esibirsi nelle vicinanze di luoghi di cura, scuole durante l'attività didattica, luoghi di culto durante le funzioni. Ogni performance non potrà durare più di 3 ore.

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L'internamento dei rom e dei sinti in Italia dal 1940 al 1943

CAMERA DEI DEPUTATI- L'internamento dei rom e dei sinti in Italia dal 1940 al 1943
from Luca Bravi 2 months ago not yet rated Il 16 dicembre 2009 la Camera dei Deputati ha ricordato per la prima volta l'internamento subito in campi di concentramento italiani da rom e sinti, tra il 1940 ed il 1943. L'iniziativa si inseriva all'interno del 71esimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia ed ha individuato il legame tra politica razziale italiana e persecuzione e prigionia di rom e sinti, individuando il chiaro aspetto razziale di questa pratica che si sviluppò a fianco della persecuzione e deportazione degli ebrei nella nostra Nazione.
Questo convegno ha rappresentato il primo ed importante riconoscimento a livello nazionale di una pagina di storia assente dai libri di storia.

http://vimeo.com/67398307
Presidente Federazione Rom e Sinti Insieme
Davide Casadio