venerdì 24 gennaio 2014

Zingari, Rui: basta divoramento o stupro di rom e sinti

Zingari, Rui: basta divoramento o stupro di rom e sinti
Irene Rui, Rifondazione Comunista Vicenza - La questione rom e sinti è delicata e va affrontata nel rispetto delle persone, della loro cultura e vita. Pensare di smembrare le famiglie poiché crescono – come pensano i tanti Marchioro – non sta bene. Siamo in sintonia con il fatto che non devono nascere grandi campi “nomadi” per più famiglie, ma abbiamo sempre sostenuto che vi devono essere aree, che possano ricevere un'intera famiglia.
E qui c'è il problema, la famiglia dei rom o dei sinti è una famiglia allargata e non è composta da una coppia più i figli, ma dai nonni, dai cognati o cognate e dai nipoti. A meno che uno o una di loro non voglia andare a risiedere altrove.
In questi giorni si assiste ad un continuo divoramento o stupro di queste famiglie rom e sinti, con parole, pensieri e atteggiamenti pesanti; sarebbe ora di abbassare i toni, poiché da questa guerra non ne tra vantaggio nessuno tranne ad alcuni politici legati soprattutto a Forza Nuova, PDL e Lega di cui alcuni esponenti, di questa destra vicentina, hanno guarda caso organizzato il Bolletta Day.
Per quanto possiamo essere scettici su come sono affrontate alcune questioni così delicati, riconosciamo che l'Amministrazione di Vicenza e l'Assessora Sala, hanno fatto il loro dovere così come prescritto per legge, nel sostenere queste famiglie bisognose con minori ed anziani a carico. Poiché per norma, i minori, gli anziani e gli ammalati vanno tutelati.

Vicenza Capoluogo: rom e sinti meritano rispetto non sono tutti ladri o malfattori

Vicenza Capoluogo: rom e sinti meritano rispetto, non sono tutti ladri o malfattori
Associazione Civica Vicenza Capoluogo - Il buon governo di una città passa necessariamente dalla reale e concreta volontà di aiutare tutte le famiglie a soddisfare i propri bisogni primari quali la casa, il vitto, l’istruzione, il lavoro. Le famiglie devono essere certe che nella nostra città si applicano a tutti le stesse norme e che non ci sono famiglie di serie A e di serie B.
Qualcuno ha riproposto di tornare a installare un contatore unico nei campi dove risiedono le famiglie sinte e rom, creando nuovamente una discriminazione che per anni non ha consentito di sostenere ed aiutare chi effettivamente si dimostrava desideroso di fare parte della nostra comunità. L’ambiguità, l’uniformare tutti e tutto, l’indeterminatezza provocano diseguaglianza. La modalità di conteggio dei servizi al campo fatta dalla scorsa Amministrazione Variati (da forfait a consumo, da un unico contatore a contatori familiari) ha riportato all'equità una situazione che questa sì, era discriminatoria nei confronti di tutti gli altri cittadini che pagavano e pagano i propri consumi.

I contributi economici sono denari pubblici ed è per questo che, sempre la scorsa Amministrazione Variati, ha voluto coinvolgere tutto il Consiglio Comunale – e quindi tutte le forze politiche della città – affinchè si approvasse un regolamento, che è pubblicato sul sito del
Comune(http://www.comune.vicenza.it/utilita/documento.php/80763 ) e che invitiamo tutti i cittadini a leggere, alfine di disciplinare in modo chiaro e trasparente il sostegno economico a persone e famiglie in situazione di bisogno.

Un regolamento per il quale l’allora assessore ai servizi sociali Giovanni Giuliari si era speso molto, approvato dal Consiglio Comunale il 9 aprile 2013, quindi anche da chi oggi dichiara che è diseducativo pagare le bollette alle famiglie sinte e rom. In particolare è stata accolta anche la proposta di escludere dall'accesso ai contributi le persone con manifesta incongruenza tra quanto dichiarato ed il loro tenore di vita oppure per l’inosservanza degli impegni presi con il Comune stesso.

Ed è in quel regolamento comunale che, dalle prese di posizione assunte da diverse forze politiche sembra essere andato nel dimenticatoio, è previsto il sostegno economico finalizzato ad un servizio alla comunità quale il volontariato o attività gratuite a favore della città.



In esso sono disciplinati i criteri per l'erogazione dei contributi, che includono, e sottolineiamo includono, tutte le famiglie vicentine che si trovano in situazione di bisogno. Per completezza di informazione aggiungiamo che tutti i contributi erogati dall'Amministrazione sono visibili sempre nel sito del Comune http://www.comune.vicenza.it/utilita/documento.php/81040. Ma la parità di diritti e doveri non deve valere per tutti? Oppure è una parità per tutti, tranne qualcuno?

Noi non ci stiamo a questa modalità con cui si affronta in città il problema delle persone sinte e rom, molte delle quali hanno saputo interagire con la città in maniera leale ed onesta. Anche i rom e sinti della nostra città meritano pertanto rispetto e non possono essere considerati tutti ladri o malfattori.

E’ necessario pertanto continuare a considerare le famiglie sinte e rom alla pari delle altre e soprattutto chiedere e pretendere che la parola legalità non sia un termine che esce dalla nostra bocca solo quando ne abbiamo interesse, ma che ogni giorno si attivino processi e percorsi di verifica e controllo che anche in un’Amministrazione Comunale sanno produrre circuiti virtuosi capaci di far sentire ogni cittadino orgoglioso di appartenere alla sua comunità.
www.vicenzapiu.com

Ernesto Grandini dell’Associazione Sinti Prato Sinti e Rom

Allo sterminio di rom e sinti la Regione, Giorno della Memoria 2014
Regione Toscana  Firenze il  www.porrajmos.it

In ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, 27 gennaio 2014 Regione Toscana.
Maggio 1944 deportati ebrei. Foto scattata da militari tedeschi,
gentilmente concessa da Archivio Yad Vashem, Gerusalemme
•Le iniziative della Regione Toscana.
dal 20 al 27 gennaio
•Le altre iniziative in Toscana >> (pdf 2.05 Mb)
dal 20 gennaio al 31 marzo  Giornata della Memoria 2014 Allo sterminio di rom e sinti la Regione,
«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati». Racconto ‘teatrale-musicale’, sempre a cura di Rovelli e Jovic e concerto dei Gipsyes Vàganes.   Programma

giovedì 23 gennaio 2014

Un percorso di lavoro, serio, programmato e di Mediazione Culturale


«Variati non può costringere , ma Con un percorso di lavoro, serio, programmato!

i Sinti a fare lavori utili»  «Serve un percorso lavorativo sicuro e stabile che dia l'opportunità alle famiglie di essere autonome E Aim dovrebbe rispettare le normative vigenti» 23/01/2014

VICENZA. Il sindaco Achille Variati è stato molto chiaro sul caso nomadi e bollette, un tema che da alcuni giorni sta tenendo banco tra le fila della politica cittadina: «Segnaleremo i finti poveri alla guardia di finanza - ha ribadito ieri - e chi non accetterà di svolgere lavori socialmente utili non vedrà un euro e nei casi di false dichiarazioni porteremo mamme e figli all'albergo cittadino».
«Ma come è possibile? - si chiede Davide Casadio, presidente dell'associazione Sinti italiani in viaggio per il diritto e la cultura -. Il sindaco Variati non può obbligare nessuno a lavorare, tantomeno un nomade».
Per cui pagare le bollette in cambio di lavori socialmente utili è una condizione che viene rispedita al mittente?
«Direi di sì, ma questo concetto vale per tutti. Nessuno può essere obbligato a lavorare, nemmeno un nomade. E anche per quanto riguarda il volontariato: o lo si fa perché si crede in un'idea, in un principio, altrimenti che senso ha?».
Come uscire da questa situazione?
«Con un percorso di lavoro, serio, programmato, che dia la (...)
Leggi l'articolo integrale sul Giornale in edicola.
Chiara Roverotto 

Diritti umani di rom, sinti e popolazioni viaggianti in Europa

Estratti del rapporto completo  dal Consiglio d’Europa

Diritti umani di rom, sinti e popolazioni viaggianti in Europa
Le opinioni espresse in questo documento sono quelle degli autori e non rifl ettono necessariamente la politica ufficiale del Consiglio d’Europa. Le richieste riguardanti la riproduzione o traduzione di tutto il documento o di parte dello stesso devono essere indirizzate alla Direzione della comunicazione (F-67075 Strasbourg Cedex o publishing@coe. int).
Ogni altra corrispondenza riguardante questa pubblicazione deve essere indirizzata all’Ufficio del Commissario per i diritti umani. Copertina e impaginazione: Ufficio produzione documenti e pubblicazioni del Consiglio d’Europa Il rapporto completo (in inglese) può essere ordinato su: http://book.coe.int È anche disponibile sul sito web seguente: www.commissioner.coe.int Foto: attivisti a favore dei diritti dei rom si coprono il volto con copie ingrandite di impronte digitali durante una manifestazione di fronte all’ambasciata francese a Bucarest, Romania. La protesta è controla decisione delle autorità francesi di espellere i rom di origine rumena e bulgara dalla Francia, rimpatriandoli nei paesi d’origine durante l’estate del 2010. © AP Photo/Vadim Ghirda© Consiglio d’Europa, febbraio 2012 © Andrea Spila, per la traduzione in italiano Stampato presso il Consiglio d’EuropaPrefazione Solo poche migliaia di rom sopravvissero in Germania all’Olocausto e ai campi di concentramento nazisti. Quando tentarono di ricostruire la propria vita si trovarono di fronte a enormi difficoltà, avendo perso molti dei propri familiari e parenti e subìto la distruzione o la confisca dei propri averi. Molti soffrirono gravi problemi di salute. E negli anni successivi, le domande di chi tentava di ottenere un indennizzo vennero
rifiutate.
Nel periodo post-hitleriano i sopravvissuti non riuscirono a ottenere giustizia. È significativo come lo sterminio della popolazione non venne dibattuto al processo di Norimberga. Il genocidio dei rom non ha praticamente trovato spazio nel dibattito pubblico. Lo stesso avvenne per i crimini commessi contro i rom in quel periodo dai regimi fascisti in altre parti d’Europa. In Italia, una circolare del 1926 ordinava l’espulsione di tutti i rom stranieri per “epurare il territorio nazionale della presenza di carovane di zingari, di cui è superfluo ricordare il rischio nei riguardi della sicurezza e dell’igiene pubblica per le caratteristiche abituali di vita zingara”.
L’ordinanza chiariva che l’obiettivo era quello di “colpire nel suo fulcro l’organismo zingaresco”. Nell’Italia fascista la popolazione rom fi nì poi per essere vittima di discriminazioni e persecuzioni. Molti rom vennero detenuti in campi speciali e altri furono inviati in Germania o in Austria e successivamente sterminati. Il regime rumeno della “Guardia di Ferro” avviò le deportazioni nel 1942. Come molti ebrei, circa 30 000 rom vennero deportati oltre il fi ume Dniester dove patirono fame, malattie e la morte. Solo metà di essi sopravvissero all’estrema condizione di stenti prima che la politica di deportazione venisse abbandonata.
La storia della repressione europea contro i rom inizia prima dell’era nazifascista. Risale a molte centinaia di anni or sono, quando i rom migrarono dal subcontinente indiano. I rom erano tenuti ai margini della società e venivano utilizzati come capri espiatori quando le cose andavano male e gli abitanti locali non erano disposti ad assumersene la responsabilità. Tra i metodi di repressione utilizzati nel corso del tempo contro questa etnia ci sono l’asservimento, l’assimilazione forzata, l’espulsione, l’internamento e gli stermini di massa.
Sarebbe necessario istituire commissioni apposite in diversi paesi europei per stabilire la verità sulle atrocità di massa compiute contro la popolazione rom. Idealmente si dovrebbe trattare di un impegno comune europeo. Un pieno resoconto e riconoscimento di questi crimini potrebbe contribuire a ristabilire tra i rom la fiducia nei confronti della società nel suo complesso. Non sorprende che molti rom continuino a considerare le autorità come una minaccia. Quando viene loro chiesto di registrarsi o vengono prese le impronte digitali temono il peggio, un atteggiamento che risulta anche più comprensibile quando spiegano di vedere una somiglianza tra gran parte della retorica anti rom dei nostri giorni e il linguaggio utilizzato in passato in Europa. Da nazisti, fascisti e altri estremisti.
Anche in tempi recenti i rom e Sinti sono stati stigmatizzati collettivamente come criminali in dichiarazioni sorprendentemente generalizzanti. Un esempio è quello della Francia, dove il governo decise nei mesi di luglio-agosto 2010 di deportare i migranti di etnia rom provenienti da altri Ma l’aspetto più importante è la necessità che i politici eletti dimostrino una leadership morale: devono incoraggiare e attuare personalmente l’impegno per il rispetto e la promozione dei diritti umani per tutti.
Diritti umani di rom, sinti e popolazioni viaggianti in Europa

Rom e Sinti 47 Stati membri del Consiglio d’Europa


Il Consiglio d’Europa  Strasburgo" Jeroen Schokkenbroek.
I rappresentanti dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa, dell’Unione europea e della comunità dei Rom e Sinti.  "Strasburgo" Jeroen Schokkenbroek.
A
riunirsi a Strasburgo per condannare la discriminazione diffusa e impegnarsi a migliorare la situazione. La "Dichiarazione di Strasburgo", adottata in tale occasione, incoraggia a proseguire una serie di nuove iniziative a favore dei Rom e Sinti  È stato nominato un Rappresentante speciale del Segretario generale per le questioni relative dei  Rom e Sinti,  Jeroen Schokkenbroek, che è assecondato da un gruppo di supporto incaricato di condurre le attività. Dichiarazione di Strasburgo: www.coe.int/roma

La formazione dei mediatori:

 Dagli inizi del 2011, il Consiglio d’Europa ha lanciato un progetto
per la formazione di mediatori, la maggior parte dei quali di origine rom, per facilitare la comunicazione tra le comunità rom e Sinti, le istituzioni pubbliche su certe questioni pratiche, quali la scolarizzazione dei bambini rom, l’accesso alle cure mediche,
all’alloggio e al mondo del lavoro. Degli esperti del Consiglio
d’Europa e dei formatori specializzati forniscono ai mediatori le competenze necessarie per svolgere una mediazione effcace e imparziale tra le autorità locali e la comunità rom. Partecipano per il momento a questo programma i seguenti paesi: Bulgaria, "ex Repubblica jugoslava di Macedonia", Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Moldova, Repubblica ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Spagna, Turchia e Ucraina. Altri paesi aderiranno al
programma, grazie in parte a un’assistenza finanziaria dell’Unione
europea, in modo che tale iniziativa diventerà un’azione congiunta delle due istituzioni a partire dalla metà del 2011. Il Consiglio d’Europa organizza inoltre delle sessioni di formazione per rafforzare le competenze degli avvocati in questo settore specializzato
(La Corte, vedi scheda 11). Condividere le tattiche più riuscite
È in preparazione una banca dati, nella quale le autorità nazionali
e locali, le ONG e tutti i soggetti che operano a favore dei sinti e dei rom. Consiglio d'Europa: Proteggere i diritti dei Rom e dei Sinti.

mercoledì 22 gennaio 2014

Italia 1856: Cesare Lombroso pubblica "L'uomo delinquente".


Italia 1856: Cesare Lombroso pubblica "L'uomo delinquente".
1926: varie direttive del Ministero dell'Interno, ai prefetti e ai questori, riguardanti "gli zingari" e dettate da motivi di "pubblica sicurezza e pubblica igiene"...