giovedì 5 marzo 2015

Parlamento di Bruxelles, dove grazie alla iniziativa del vicepresidente Davide Sassoli (Pd)


Attrice sinti insultata dalla Lega ricevuta a Bruxelles Appello a Renzi: reagisca'. Solidarietà dagli Eurodeputati.

News
Stampa Scrivi alla redazione Archiviato in Diana Pavlovic, attrice e responsabile della Fondazione Rom-Sinti, insultata dall'europarlamentare leghista in diretta tv a 'Piazza Pulita', lancia un appello al premier: 'Matteo Renzi è giovane e democratico. Lo prego di reagire a quanto ha detto Gianluca Buonanno: non è accettabile che le istituzioni restino in silenzio nei confronti di chi ha definito 'feccia' un pezzo di questo Paese e dell'Europa'
'Spesso c'è timidezza, c'è silenzio. C'e' l'imbarazzo di chi pensa che parlando di rom si perdono voti. Non s'è trattato solo di un offesa personale, ma rivolta a un intero popolo che in Europa conta 12 milioni di persone, ai valori della democrazia. Frutto di una campagna violentissima contro di noi che la Lega porta avanti da 15 anni".
Oggi Diana Pavlovic è stata al Parlamento di Bruxelles, dove grazie alla iniziativa del vicepresidente Davide Sassoli (Pd) ha ricevuto la solidarietà di tanti eurodeputati, italiani, nel corso di un incontro molto partecipato. Tra loro i democratici Toia, Bettini, Viotti, Kyenge e Schlein, gli esponenti della Lista Tsipras Spinelli e Maltese e il grillino Corrao. Ma anche diversi stranieri come la svedese Soraya Post, il rumeno, anche lui Rom, Damian Draghici e l'austriaco Eugen Freund. "Ai razzisti e agli xenofobi diciamo che l'Europarlamento non si gira da un'altra, non fa finta di niente. Viviamo una emergenza, quella di assalti razzisti contro ogni minoranza che sono intollerabile nei nostri Paesi. Anche il mondo dell'informazione - conclude Sassoli - deve fare grande attenzione: hanno colpito le frasi di Buonanno, ma hanno ferito anche quegli applausi che una parte dello studio ha rivolto ai suoi insulti. Infine un messaggio ai governi a vigilare contro ogni ritorno di odio razziale nelle nostre comunità"
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La Federazione Rom e Sinti Insieme, insieme Comunicato Stampa

  La Federazione Rom e Sinti Insieme, insieme alle associazioni aderenti, procederà legalmente contro l'europarlamentare leghista Gianluca Buonanno per difendere la dignità di tutti Cittadini italiani, appartenenti alle minoranze storico - linguistiche sinte e rom, e tutti i Cittadini immigrati, appartenenti alla minoranza rom.
Le esternazioni razziste pronunciate durante la trasmissione Piazza Pulita dal leghista Gianluca Buonanno sono ignobili e vergognose. Gli applausi a quelle parole sono altrettanto ignobili e vergognosi. Un grazie di cuore a Stefano Fassina che prontamente in trasmissione si è interposto tra Dijana Pavlovic e ha apostrofato con forza Buonanno di essere un razzista. Un grazie anche a Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità, che ha definito le parole di Buonanno come “un’incitazione all’odio, un punto di non ritorno”. Grazie a tutte le persone che in questi giorni stanno manifestando solidarietà a noi sinti e rom.
Da troppe settimane assistiamo in televisione a continue esternazioni di esponenti politici che gettano fango su tutti i sinti e rom in Italia, strumentalizzando singoli fatti di cronaca nera. E' in atto un vero e proprio linciaggio pubblico che su La7 a Piazza Pulita ha raggiunto il suo apice con le dichiarazioni razziste di Gianluca Buonanno.
Chiediamo ai responsabili delle televisioni e dei programmi di approfondimento politico di invitarci per affrontare seriamente le problematiche, ma anche di scegliere con cura gli interlocutori politici per non cadere nell'insulto e nello sproloquio razzista.
Chiediamo agli autori e ai giornalisti di Piazza Pulita di riparare e di invitarci in una trasmissione dedicata a noi sinti e rom italiani per discutere dei problemi che viviamo quotidianamente nel nostro Paese, l'Italia.
                                              La Costituzione della Repubblica Italiana  
                                                              Principi fondamentali
                                                                      Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Federazione Rom e Sinti Insieme
Il presidente, Davide Casadio
Davide Casadio
Mobile +39 3342511887

mercoledì 4 marzo 2015

Ec.europa.eu-giustizia -Discriminazione-rom-sinti-piattaforma-2015

Ec.europa.eu-giustizia -Discriminazione-rom-sinti-piattaforma-2015
Siamo lieti di invitarvi al 9 riunione della piattaforma europea per l'inclusione dei Rom "La via da seguire", che si terrà il 16-17 marzo 2015 a Bruxelles.
Questo incontro sarà dedicato a una consultazione con tutte le parti interessate sul futuro della piattaforma europea per l'inclusione dei Rom e Sinti per garantire che la piattaforma è più efficiente e più rispondente alle esigenze e alle sfide di integrazione dei Rom e Sinti nel contesto politico attuale.
Ci saranno anche workshop tremateci relativi al processo.
Si prega di notare che il workshop si terrà il 16 marzo, nel pomeriggio, mentre il dibattito politico con la partecipazione dei Commissari e dei ministri è in programma il 17 marzo. Informazioni dettagliate relative al programma e il luogo sono fornite sul sito della Commissione Europea.
4 marzo 2015.
Saremo lieti di darvi il benvenuto a Bruxelles!
Distinti saluti,
Segreteria Conference
Email: romaplatform@iservice-europa.eu
A nome della Commissione europea
Direzione generale Giustizia e Consumatori.
Presidente Davide Casadio

giovedì 26 febbraio 2015

La Commissione Europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa (ECRI)

L’ECRI striglia l’Italia sulla gestione e sugli sgomberi di Rom e Sinti
La Commissione Europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa (ECRI) bacchetta ancora una volta l’Italia per quanto riguarda le politiche di integrazione delle popolazioni Rom e Sinti. L’Italia è ancora in ritardo sull’attuazione della Strategia nazionale d’inclusione e continua a realizzare sgomberi forzati che non rispettano le procedure previste dal diritto internazionale. Nel 2012 l’ECRI aveva raccomandato alle autorità italiane di rafforzare il ruolo dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni (Unar) ricordando come nei casi di sgombero questo “deve essere notificato alle persone interessate, le quali devono beneficiare dell’appropriata protezione legale; inoltre esse non devono essere sgomberate senza avere la possibilità di accedere a un’alternativa abitativa adeguata, anche se potrebbero restare nel Paese solo per periodi di tempo limitati”.
Tre anni dopo, dice l’ECRI nelle sue conclusioni sull’implementazione di tali raccomandazioni, gli sviluppi legislativi e politici che si sono registrati in Italia mostrano l’inizio di un cammino positivo, ma il processo di cambiamento del modo in cui le autorità italiane affrontano la questione rom è ancora lento, in particolar modo in relazione agli sgomberi.
Nessuna legislazione è stata attuata per estendere formalmente la competenza dell’Unar ai casi di discriminazione in base al colore, lingua, religione e cittadinanza.
L’Associazione 21 luglio ha contribuito al monitoraggio dell’ECRI e condivide l’analisi dell’organo della Commissione del Consiglio d’Europa e ribadisce il forte ritardo dell’Italia nel dar seguito agli impegni presi in sede europea nel 2012 con l’adozione della Strategia Nazionale per l’Inclusione dei Rom.
L’Associazione 21 luglio ricorda anche come “a Torino proprio in queste ore 51 famiglie rom presenti nell’insediamento informale Lungo Stura Lazio sono sotto minaccia di sgombero forzato da parte delle autorità locali. Vista l’assenza di adeguate consultazioni, di notifica scritta e in assenza di possibilità di vie di ricorso, tale sgombero si configurerebbe ancora una volta non conforme alle procedure previste dal diritto internazionale”.
www.quotidianopiemontese.it-rom-e-sinti

Notizie Sinti e Rom in Italia - incontro del 3 - Marzo - 15 a Verona

Federazione Rom e Sinti insieme, Comunicazione a Tutti Sinti e Rom D’Italia. 3 Marzo a Verona

Comunicazione a Tutti Sinti e rom D’Italia.
Notizie sinte e rom in Italia

Importante i fatti del giorno sono un pericolo per la minoranza e forti gli attacchi dalle politiche della lega e di forza Italia, e continui soprattutto contro Sinti e Rom in Italia.

L’incontro della federazione Rom e Sinti sì e spostato a Verona Ok!
Spostamento incontro dell’incontro da Mantova a Verona zona fiera !
Abbiamo bisogno d’incontrarci e di ritrovarci, e di sapere come organizzarci e di vedere se i sinti e rom sono d’accordo poi.  Credo che ne parleremo di persona a Verona il 3, di Marzo ore 10:30 ok ! a Verona solito posto! 

Passiamo parola a tutti !  

Presidente Davide Casadio

venerdì 20 febbraio 2015

Rom e Sinti: se i giovani prendono la parola - Così comincia la lettera aperta

“Vogliamo esprimervi una sensazione che stiamo vivendo in questo periodo, la sensazione si chiama paura. Sì paura, perché sono giorni, forse oramai mesi, che tv e giornali ci bombardano con messaggi che sostanzialmente dicono: “i Rom e i Sinti rubano, sono tutti delinquenti, vogliono vivere ai margini della società in baracche fatiscenti, non vogliono lavorare e nessuno di loro vuole studiare, ecc.”
Così comincia la lettera aperta di un gruppo di ragazze e ragazzi, Rom e Sinti indirizzata soprattutto agli operatori dei media, colpevoli di veicolare, attraverso articoli e servizi, i soliti pregiudizi che fomentano l’odio verso quella che è probabilmente la minoranza più esclusa e discriminata nel nostro paese. I firmatari (qui il testo integrale) sono tutti giovani tra i 17 e i 33 anni che si sono stancati di fare da capro espiatorio di un’informazione basata sul sensazionalismo e l’emotività, e che temono che prima o poi si arrivi ad un punto di non ritorno. “Il nostro pensiero va a tutti quei bambini che direttamente o indirettamente assimilano concetti senza alcun filtro, tramite i vari talk show, programmi d’intrattenimento e tg, che quotidianamente accompagnano alcuni momenti della giornata dei nostri figli – scrivono –. La paura è che questi ragazzi, e alcune persone per bene, gradualmente assimilino questi gravi concetti e che da un semplice pregiudizio cresca nel cuore della gente l’odio. Questo è un fatto grave, che non deve succedere, sarebbe da irresponsabili non fermarlo”.
Una paura (parola che ricorre molto spesso nella lettera) di certo giustificata, e quando parlano di mesi i ragazzi sono anche troppo generosi: sono “anni” invece, che un’enorme quantità di materiale giornalistico, soprattutto di cronaca, viene pubblicata senza alcuna cura delle regole deontologiche della professione che imporrebbero come minimo la verifica delle informazioni e delle fonti. Da qui all’azione vera e propria di violenza e rappresaglia, l’esperienza ci insegna, il passo è breve (si pensi all’episodio del campo delle Vallette di Torino, bruciato per una falsa accusa di stupro). Un atteggiamento veicolato in buona parte da amministratori e politici, con la Lega in prima fila, che i giornali spesso si limitano a citare senza filtro, servendosi di dati e cifre palesemente errati e manipolati per i propri interessi elettorali e di consenso. E poi c’è il web, in cui queste notizie false diventano virali, replicandosi all’infinito senza alcun accertamento, e finendo per diventare reali nell’immaginario collettivo. Lo dimostra anche l’altissimo numero di commenti in cui a farla da padrone è il solito hate speech: parole che trasudano una violenza, una volgarità e un odio viscerale che riempiono di sgomento, e in cui a volte compaiono addirittura riferimenti a Hitler e ai forni crematori.
Se è vero che in rete è l’estremismo a figurare come il più attivo e presente – e quindi probabilmente non va preso come una fotografia fedele del paese – sembra comunque che gli italiani siano diventati sempre più tolleranti verso le manifestazioni di razzismo, anche violento, rispetto al passato. Secondo il “Terzo Libro bianco sul razzismo in Italia”, presentato a inizio mese dall’associazione Lunaria, gli atti di razzismo (verbali e fisici) sono passati da 156 nel 2011 a 998 nel 2014. Inutile dire che, tra i gruppi bersaglio delle violenze, i rom guadagnano il primi posto, con un trend di crescita preoccupante: da 11 casi nel 2011 a 171 nel 2014. Il problema è che, per quanto riguarda i rom, l’atteggiamento è praticamente bipartisan. Per i rom, infatti, vale sempre quella frase terribile “Io non sono razzista, ma…”. Eppure, quante delle affermazioni citate dai ragazzi all’inizio della lettera sono frutto di una generalizzazione che per l’atteggiamento di alcuni coinvolge un intero popolo? Ancora, quante sono frutto di anni di politiche di discriminazione e segregazione messe in campo dalle nostre istituzioni, con i soldi pubblici, senza nessun altro fine che il lucro di alcuni? L’inchiesta di Mafia Capitale ha portato alla luce fatti che alle associazioni erano ben noti da tempo, basta leggere i report, le inchieste sui “campi” e le continue denunce sugli sprechi della cosiddetta “emergenza rom” che sono uscite in questi anni.
Da lungo tempo le associazioni come 21 Luglio cercano di far passare anche sui media queste notizie, senza dimenticare che la via per il cambiamento corre su diversi binari, compreso l’impegno degli stessi rom nello sfatare, con l’esempio e soprattutto con la partecipazione, quegli stereotipi che non fanno che danneggiarli. La maggior parte dei cittadini, ad esempio, non sa (o non vuole credere, atteggiamento molto comune) che la metà dei 170mila rom e sinti presenti in Italia sono cittadini italiani, anche da molte generazioni, o che alcuni non possono usufruire dei servizi base perché, pur essendo nati in Italia, non sono in possesso di documenti, o che non tutti stanno nei campi ma anzi la maggior parte vive e lavora come qualsiasi cittadino normale. Gli stessi rom non hanno mai fatto molto per farsi conoscere in questo senso: complice il clima di disprezzo e discriminazione (anche nella ricerca di un lavoro o di un appartamento), alcuni addirittura si vergognano di dichiarare la propria origine. Ma non solo. In un report curato sempre da 21 Luglio in cui esponenti della comunità rom e di quella ebraica riflettono insieme sulle forme di discriminazione, razzismo e violenza che entrambi hanno subito nella storia, tra le cause emerse per quanto riguarda i rom c’è proprio la mancanza di unità e di una costruzione, anche scritta, della propria storia e della propria cultura. Non c’è dialogo, non ci sono occasioni di incontro e si sa che, spesso, ciò che non si conosce fa paura e può essere facilmente frainteso.
Questa lettera ai media scritta dai ragazzi potrebbe segnare un punto di svolta. Perché non sono più le associazioni che parlano per loro, com’è sempre stato finora, ma i rom e sinti stessi che finalmente prendono l’iniziativa, si organizzano insieme e si espongono in prima persona. L’associazione 21 Luglio sa quanto questo sia importante e ha iniziato un percorso che coinvolge soprattutto i giovani: dai video della serie “Rom, cittadini dell’Italia che verrà” al corso per attivisti rom e sinti, frequentato da ragazzi e ragazze volenterosi e ansiosi di essere parte attiva del cambiamento. A loro toccherà scontrarsi con una diffidenza e disprezzo cementati in anni di politiche discriminatorie (si ricordi che i campi, in cui date le condizioni di vita è facile che si sviluppino comportamenti criminali, sono un’anomalia tutta nostra), un uso strumentale dei media e anni di silenzio dei diretti interessati. Ora, seppur lungo e difficile, un cammino positivo sembra essere finalmente iniziato. Ma perché abbia successo, ognuno deve fare la sua parte.http://www.unimondo.org/Notizie/Rom-e-sinti-se-i-giovani-prendono-la-parola-149650www.unimondo.org

Incomincia il Vero ! razzismo e con minacce diffuse che coinvolgeranno tutta l’Italia

Incomincia il Vero ! razzismo e con minacce diffuse che coinvolgeranno tutta l’Italia.
Qualcuno ucciderà la persona sbagliata tanto per dire, abbiamo ucciso un Rom ….

E poi un altro passaggio, che prevediamo e che la maggioranza Italiana, della giustizia fai da TE si farà uno sfogo a prendersela con qualcuno che magari non centra affatto come il  di via madonnina a Padova erano Evangelici Pentecostali, che abitano ne aria privata, in via madonnina con adolescenti e anziani e che anno lanciato due molotov,  di benzina  altamente infiammabile, e un inizio e se non lo fermiamo travolgerà  come un fil che la gente da colpa a sinti e rom e diventa il problema nazionale in Italia. Noi della Federazione sinti e rom insieme, chiediamo un intervento del governo contro chi crea diffusione di odio nei confronti di minoranza santi e rom in Veneto e in Italia, affinché ci siano rispettate le tutele vere dei sinti e rom in Italia.
I Rom della  di via via Bassette,  sembravano italiani, urlavano e minacciavano di bruciarci tutti.
Spiega Giovanni Salkanovic, Ci siamo spaventati e temevamo si trattasse di un altro tentativo di dare fuoco al campo»

MORTISE. Nuovo atto intimidatorio nei confronti dei nomadi. Questa volta non un attentato incendiario, ma urla e minacce gridate in piena notte dal cavalcavia della tangenziale. «Vi facciamo la guerra», «Vi diamo fuoco». Queste le parole urlate ai rom martedì poco dopo la mezzanotte, all’indomani delle quattro molotov artigianali lanciate in due campi, due in quello di via Bassette, altre due invece gettate in via della Madonnina, a Voltabrusegana, dove vivono i sinti. «Eravamo tutti nelle nostre roulotte quando abbiamo sentito gridare», racconta Mercedes Seferovic, figlio di Elvis, il capofamiglia di via Bassette. «Dalla voce sembravano italiani, urlavano e minacciavano di bruciarci tutti». Spaventati, i nomadi sono usciti dalle roulotte e si sono trovati al centro dell’accampamento. «Quando siamo usciti erano già fuggiti, non abbiamo visto nessuno, nemmeno automobili» prosegue.
Il resto della nottata i rom l’hanno passata in bianco, ad osservare il passaggio delle automobili, ad ascoltare ogni minimo rumore, a controllare che nessuno attentasse alla loro incolumità. «Inizialmente siamo usciti tutti, uomini, donne e bambini. Ci siamo spaventati e temevamo si trattasse di un altro tentativo di dare fuoco al campo», spiega Giovanni Salkanovic, che da sette anni abita in via Bassette «le donne poi sono rientrate per cercare di tranquillizzare i bambini e farli riaddormentare, noi uomini invece siamo rimasti svegli fino all’alba, ognuno a tenere d’occhio la propria abitazione», continua. «Abbiamo chiamato la polizia perché ci sentiamo in pericolo».

Il Presidente Federazione  Rom e Sinti
Davide Casadio