mercoledì 20 febbraio 2013

Il problema degli zingari è la Lega Nord

Fra Tosi e il sindaco di Bologna  è botta e risposta sui rom
Questa gente non è integrata perchè non vuole integrarsi!

Il sindaco Flavio Tosi
Fra Tosi Sindaco di Verona

BOLOGNA. Il sindaco di Verona Flavio Tosi, in queste ore in tour in Emilia, attacca il sindaco di Bologna Virginio Merola (Pd) che aveva criticato le ronde leghiste per la sicurezza e contro i rom all’ospedale Maggiore. «Il problema degli zingari è la Lega Nord», aveva detto Merola. «Questa gente non è integrata perchè non vuole integrarsi - afferma Tosi -. Per questo ogni intervento del tipo di quello messo in atto al Maggiore è sacrosanto. Il sindaco Merola se la prende con la Lega? È la dimostrazione che ha poco senso della realtà. Forse è stato troppo in ufficio, anzichè stare tra la gente. La Lega ha fatto una cosa sacrosanta». «A Verona - aggiunge - la direzione sanitaria si è affidata a un servizio di vigilanza privata che sorveglia i reparti h24. Proprio questa notte sono stati allontanati 12 nomadi». A Verona, sottolinea ancora, «abbiamo risolto il problema d’intesa con la comunità romena, con la quale abbiamo un ottimo rapporto. Appena insediati abbiamo immediatamente chiuso il campo rom che la precedente amministrazione aveva allestito con un esborso enorme di denaro pubblico. La quasi totalità degli occupanti aveva la fedina penale sporca».

«La vicenda di Pietro Vignali?», ha anche detto a Parma commentando le ultime vicende giudiziarie che hanno portato anche all’arresto dell’ex sindaco di Parma. «L’ho accolta con grande dispiacere. Quando collabori con una persona resti ovviamente colpito. Aveva collaborato per dei temi importanti come La carta di Parma, un documento condiviso da tanti sindaci della Lega, del Pdl e del Pd e che aveva portato il nostro ministro Maroni a dare dei poteri effettivi ai sindaci in materia di sicurezza. È chiaro che le ultime vicende rammaricano».

Mantova, Berini: respingo tutte le accuse di Elena Magri

mercoledì 20 febbraio 2013

Mantova, Berini: respingo tutte le accuse strumentali di Elena Magri

Respingo le accuse strumentalidell'assessore provinciale Elena Magri e la invito a leggersi le relazioni inviate annualmente. Per l'annualità 2012 è stato chiesto all'associazione Sucar Drom di prolungare l'annualità 2012 fino al mese di febbraio 2013, noi eravamo contrari perchè tale scelta ci ha esposto finanziariamente in maniera evidente per mantenere i servizi richiesti dai territori. Nel mese di marzo sarà inviata la rendicontazione. Inoltre, sottolineo che non è mai giunta all'associazione, dall'Assessore Elena Magri, nessuna richiesta di spiegare come è condotta la mediazione culturale. Ricordo però all'assessore che la stessa Provincia di Mantova ha pubblicato il libro “la mediazione culturale: una scelta, un diritto” dove è spiegato come l'associazione conduce la mediazione culturale.

Ritengo scorretto spostare l'attenzione pubblica su qualcosa di inesistente per coprire la propria ostilità all'unica proposta seria e concreta su come offrire un habitat diverso da un ghetto a famiglie mantovane.

L'assessore Elena Magri non è riuscita a formulare in due anni una proposta: ne per la chiusura del cosiddetto “campo nomadi”, ne per implementare la scolarizzazione, ne per tutelare le culture sinte e rom e neppure per aiutare le famiglie sul tema fondamentale del lavoro. Dopo un primo incontro con le donne sinte l'assessore è sparita, ma può incontrare le mantovane e i mantovani appartenenti alle minoranze linguistiche sinte e rom, quando vuole. Certo, c'è almeno da convocare le persone e quindi un piccolo sforzo è da fare; come quello di mandare una comunicazione ufficiale della avvenuta stipula di un protocollo d'intesa agli Uffici competenti ed è ridicolo pensare che l'Ente Provincia di Mantova non sia in grado di mandare una semplice comunicazione. Io penso che non l'abbia voluto fare.

Al contrario l'unica proposta che ho sentito dall'Assessore Magri è quella di non chiudere il cosiddetto “campo nomadi”. Proposta fatta al Tavolo “Men Sinti” alla presenza di tutti i partner che si sono guardati negli occhi stupiti e scioccati perchè eravamo in procinto di firmare il protocollo d'intesa con l'obiettivo di smantellare l'area di viale Learco Guerra. Ogni commento è superfluo.

L'assessore Elena Magri spieghi ai mantovani, in particolare ai sinti, cosa intende fare sui temi della scuola, dell'abitare, del lavoro, della cultura, ma lasci all'associazione Sucar Drom il diritto di indire manifestazioni dove e come lo ritiene opportuno nel rispetto della legge. Io non ricatto nessuno e quindi respingo al mittente tale accusa. L'associazione Sucar Drom ha fatto in questi anni decine di manifestazioni per mettere in evidenza le mancanze di Assessori di tutti i colori politici, ma per l'assessore Elena Magri il dissenso verso le sue mancanze sono da bollare come ricatti. La stessa identica tesi ideologica delle frange più xenofobe mantovane.

L'associazione Sucar Drom non svolge solo attività di mediazione culturale, ma svolge anche un ruolo politico. Questo ruolo lo rivendico con forza e decisione perchè è chiaro a tutti che senza tale ruolo la situazione a Mantova non sarebbe diversa da quella di altre città lombarde. E' chiaro che anche dentro alla sinistra i bisogni espressi dai cittadini italiani, appartenenti alle minoranze sinte e rom, non sono bisogni legittimi. Gli stereotipi e i pregiudizi che pervadono la società italiana non vedono le persone che si professano di sinistra immuni. A peggiorare le cose c'è un'idea che le questioni debbano essere affrontate sull'onda delle emozioni e poi abbandonate al loro destino. Il lavoro quotidiano di condivisione e di cammino anche nei momenti più difficili è un concetto che non appartiene a molti perchè è più semplice fare il solito progettino dove le questioni sono affrontate in maniera superficiale. Io le affronto in tutta la loro complessità con passione e serietà e non solo un pomeriggio alla settimana per un paio di mesi. Se non fosse così l'associazione che ho formato, insieme a tanti altri mantovani appartenenti alla minoranza sinta, non avrebbe la credibilità che invece ha a Mantova e non solo. di Carlo Berini, vice presidente dell'associazione Sucar Drom
 
Sucardrom.blogspot.it

sabato 16 febbraio 2013

Mantova "Sinti" Carlo Berini "Suca Drom"

Mediatore culturale a rischio e i nomadi assediano la Provincia

Sit-in dei nomadi, con tanto di polizia schierata, davanti alla Provincia di Mantova. Sinti e rom hanno protestato contro la ventilata soppressione della figura del mediatore culturale, oggi ricoperta da Carlo Berini. E l’incontro sugli aiuti al campo rom è saltato. L’assessore provinciale di Sel, Elena Magri, sostiene che quella figura è un ostacolo: "Berini non ci lascia parlare con la sua gente"
  •  di Gabriele De Stefani
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MANTOVA. Doveva essere la giornata della programmazione delle attività 2013 per favorire l’integrazione di sinti e rom, con il tavolo tra Provincia, Comune, piano di zona, Fondazione Cariplo, Fondazione Marcegaglia e Caritas. È finita in polemica, con la polizia a presidiare Palazzo di Bagno e la riunione saltata nel fastidio delle fondazioni e del braccio diocesano per la solidarietà. Un fastidio non certo trascurabile, perché è da lì che arriva il denaro per i progetti che hanno come obiettivo finale la chiusura del campo e il pieno inserimento dei nomadi nella società.

Ad alzare la tensione fino a far saltare la riunione è stata la manifestazione promossa dall’associazione Sucar Drom. Era stato il vicepresidente Carlo Berini alla vigilia a far filtrare agli invitati la decisione di portare in via Principe Amedeo decine di nomadi per protestare contro la Provincia, e in particolare l’assessore Elena Magri, colpevoli di «voler far saltare il protocollo firmato con gli altri enti impedendo la chiusura del campo nomadi».
Così alle 14.30 di ieri una cinquantina tra Sinti e Rom, con ampio ricorso ai bambini, è piombata a Palazzo di Bagno. Bandiere, fischietti e slogan sotto lo sguardo della polizia impegnata a filtrare gli ingressi e con la minaccia, comunicata alla stampa al mattino, di passare all’occupazione di palazzo di Bagno in caso di risposte insoddisfacenti. Pastacci e la Magri hanno ricevuto Berini e altri due rappresentanti, assicurando massima attenzione per il campo nomadi.
Senza peraltro convincere troppo lo storico mediatore culturale di sinti e rom: «Il presidente è stato chiaro, l’assessore un po’ meno. Siamo molto delusi. Ci si dimentica che sinti e rom sono persone vere, con bisogni reali, e noi lo vogliamo ricordare alla Magri e all’assessore comunale Roberto Irpo» ha commentato all’uscita Berini, che si è rifiutato di chiarire da dove nascesse il sospetto che la Provincia volesse sconfessare la sottoscrizione del protocollo.
Più esplicito invece un altro timore, cioè che il tavolo tra i firmatari del piano per i nomadi (120mila euro annui) possa decidere di sottrarre a Sucar Drom l’attività di mediazione culturale per affidarla ad altri professionisti del settore. L’ipotesi circola insieme all’insoddisfazione di più di un attore nei confronti del lavoro dell’associazione di Berini che, dunque, ha tentato la prova di forza. Sucar Drom non vale come mediatore per dialogare con sinti e rom? E allora eccoli qua i nomadi, ve li porto in piazza e sbrigatevela voi.

Gazzetta di Mantova

venerdì 15 febbraio 2013

Meteora Cade Non date! la colpa hai Sinti e hai Rom?



La meteora caduta in Russia


La meteora caduta in Russia

Venerdì 15 febbraio, nella porzione di cielo sopra gli Urali meridionali, intorno alle 9:15 locali (le 4:15 del mattino in Italia) una meteora è entrata nell’atmosfera terrestre producendo un forte boato, la cui onda d’urto ha causato seri danni in diverse città, soprattutto nella zona di Čeljabinsk nell’omonima regione amministrativa russa.


Non date! la colpa  anche di questo! hai Sinti e hai Rom?


www.ilpost.it

sabato 9 febbraio 2013

tutti uguali o chi sbaglia Paga! si ma non facciamo tutto!

La legge è uguale per tutti!

Per un maggioritario  per un Gaggio, No! non è cosi   
Minoritario  per un Sinto e o un Rom Si!




        Pedofilia a Vicenza: 5 anni al pediatra Domenico Mattiello

Cinque anni di carcere e interdizione dai servizi pubblici. E' questa la pena inflitta ieri dal gup di Venezia al pediatra vicentino Domenico ...

Per un maggioritario  per un Gaggio,  non è cosi   
Minoritario  per un Sinto e o un Rom Si!

Di solito quanto qualcuno commette un reato!   Solo la persona che commette il reato e giusto che paghi ma non e giusto che paghi tutta la famiglia, se in una famiglia sinta o rom uno  ruba  non ruba solo la persona ma tutta la famiglia addirittura tutti i sinti e rom  sono ladri, in questo caso viene inviato una procedura che subito si commette  discriminazione e incitamento al “Razzismo” e  di conseguito si ha un comportamento al oddio razziale.

                     

Ladri di bambini: rom e sinti criminalizzati da - Corriere Immigrazione


Sinti Italiani

Viaggio della Memoria 27 gennaio Rom e Sinti

Reggio, concluso il Viaggio della Memoria al Ghetto di Cracovia, ad Auschwitz e a Birkenau dell'ITT Panella/Vallauria


Giovedì 24 Gennaio 2013 17:10
Vallauri_Auschwitz         
Panella /Vallauri , Mariano Serranò                                Brendo Casadio Sinto

Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della celebrazione del "Giorno della Memoria" 2013

Palazzo del Quirinale 29/01/2013

Di seguito al nota diffusa dall'ITT Panella/Vallauri: Si è concluso  lunedì sera ,21 gennaio,  il Viaggio della Memoria al Ghetto di Cracovia, ad Auschwitz e a Birkenau, organizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in vista del Giorno della Memoria del 27 gennaio. Vi hanno partecipato circa 130 studenti delle scuole superiori di Piemonte, Lazio, Calabria e Sicilia

che si sono distinti nella realizzazione di attività e progetti dedicati alla memoria della Shoah. Sono presenti anche studenti Rom e Sinti. Per la provincia di Reggio Calabria vi hanno partecipato quattro studenti dell’ITT Panella /Vallauri di Reggio Calabria accompagnati dalla D. S. Prof.ssa Anna Nucera e dalla Prof.ssa Anna Rosa Gioffrè.

 

Per i ragazzi è stata un’esperienza unica e toccante perché ha permesso loro di visitare i luoghi ed ascoltare le narrazioni strazianti dei sopravvissuti , le sorelle Andra e Tatiana Bucci e Sami Modiano, e come riferito dallo studente dell’ITT Panella /Vallauri , Mariano Serranò, durante l’intervista trasmessa dal TG di Rai 1: “Si impara più da queste esperienze che dai libri di scuola perché siamo riusciti a rivivere l’Olocausto  attraverso gli occhi di chi l’ha vissuto e provare l’emozione da essi espressa nel ritrovarsi nei luoghi che hanno segnato la loro vita e l’intera umanità”.
Scopo dei superstiti dell’Olocausto, al motto di “ Il coraggio di resistere” , è passare il testimone ai giovani affinchè non vada perduto il ricordo della sofferenza di un popolo perseguitato e sterminato a causa della religione e della razza.
Questo viaggio non resterà fine a se stesso perché gli studenti  ne renderanno testimonianza ai  loro compagni  attraverso i ricordi e le immagini di una mostra fotografica e di un video che mostrerà i luoghi visitati e trasmetterà l’orrore di chi l’ha vissuto..



www.strill.it

News ed Eventi Federazione Rom e Sinti insieme

News ed Eventi




Federazione Rom e Sinti insieme

In Italia sono migliaia gli apolidi non riconosciuti. La maggior parte rom provenienti dalla ex Jugoslavia.
Presentato il rapporto “In the Sun”: sono 800 secondo le cifre ufficiali, ma secondo lo studio sarebbero decine di migliaia.


Il numero degli apolidi in Italia è incerto e sottostimato. Secondo le statistiche ufficiali sarebbero appena 800, ma potrebbero essere in realtà decine di migliaia. È quanto emerso in occasione della presentazione del rapporto finale del progetto In the Sun (Alla luce del sole), realizzato dal Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) con la collaborazione di Opera Nomadi e  Federazione Rom e Sinti insieme 
e con il supporto di Open Society Foundations.
La ricerca è stata condotta su tre città campione: Roma, Napoli e Milano, attraverso un questionario somministrato in alcune comunità Rom. Su 239 intervistati, ben 139 sono risultati senza alcuna cittadinanza. Tra questi ultimi, 105 hanno intenzione di chiedere la cittadinanza, mentre solo 23 hanno dichiarato di voler intraprendere il procedimento per il riconoscimento dello status di apolide e solo 6 lo hanno effettivamente intrapreso.
Il gruppo maggiore di persone apolidi di origine Rom in Italia sembra essere costituito dalle comunità giunte negli anni Novanta a causa della guerra e della dissoluzione della ex Jugoslavia. Questi apolidi “di fatto”, anche quando chiedono di ottenere la certificazione ufficiale dello status di apolidi, si trovano in una situazione paradossale. La via amministrativa, attraverso il Ministero dell’interno, è troppo “esigente”, perché si chiedono documenti come la residenza che queste persone non possono avere, anche se vivono da generazioni in Italia. L’altra via è quella di ricorrere al giudice, ma in questo caso la normativa e i procedimenti sono incerti e quindi passano tanti anni prima di vedersi riconosciuto lo status di apolide.

 Immigrazioneoggi.it