giovedì 30 gennaio 2014

www.porrajmos.it sinti e rom il Divoramento di un popolo dimenticato

Sinistre analogie tra presente e passato di Rom e Sinti nella Giornata della Memoria
Sterilizzazione mediante pratiche cruente, isolamento di diversi giorni in gabbie, iniezioni di germi e virus patogeni per osservare le reazioni dell’organismo, ingestione forzata di quantità d’acqua salata tali da farli morire durante esperimenti di desalinizzazione.
Soprattutto l’orrore d’esperimenti inutili su cavie umane, perlopiù bambini gemelli, da parte di veri e propri macellai in camice bianco come il tristemente noto Mengele. Queste ed altre furono le atrocità riservate a rom e sinti in Europa durante le folli campagne razziste del terzo reich hitleriano.
Difficile stabilire quanti furono trucidati nei campi di concentramento tedeschi, perché, a differenza ad esempio degli ebrei, i membri di queste minoranze spesso non erano censiti.
Secondo lo studioso Ian Hancock, dell’Università del Texas, furono tra i cinquecentomila e il milione e mezzo i romanì sterminati. Per Sybil Hamilton, storica dello Holocaust Memorial Museum, è più plausibile che le vittime siano state dalle duecentoventimila alle cinquecentomila. Qualunque sia la cifra più vicina al vero si tratta comunque di numeri da capogiro, che lasciano sgomenti, impossibili da dimenticare.
Eppure è così: il Porajmos (o Porrajmos, “devastazione, grande divoramento” in lingua romanì), lo sterminio di Rom e Sinti, più comunemente chiamati zingari, da parte dei nazifascisti, mai citato nei processi per i crimini contro l’umanità come quello di Norimberga, dove nessuno si premurò d’invitare membri di queste comunità, continua ad essere confinato tra quegli stralci di verità storica relegati nel dimenticatoio che rendono significativamente lacunosa quella memoria che oggi, 27 gennaio 2014, ci si affanna a celebrare.
Fortunatamente, eventi come quello svoltosi ieri sera a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne in Via della Lungara, dal titolo “Samudaripen. Tutti morti. Memorie dello sterminio dimenticato di rom e sinti” a cura dell’Associazione 21 Luglio e dell’Associazione Sucar Drom, hanno certo l’indubbio merito di contribuire alla commemorazione di questa tragedia sottolineando nel contempo l’assurdità di certe politiche tuttora attuate nei confronti delle comunità rom e sinti in Italia. Politiche che continuano a ruotare intorno alla costruzione e mantenimento nel nostro paese dei famigerati “campi nomadi” in cui queste persone (spesso cittadini italiani e comunque, salvo rari casi di apolidia, per gran parte cittadini comunitari) vengono concentrate, socialmente escluse, segregate di fatto su base etnica.
Così ci sembra pleonastico oggi, ridondante, parlare di salvaguardia della memoria mentre l’Italia sembra dimenticare, nella continua dichiarazione di politiche securitarie e stati d’emergenza fortunatamente cassati dalla Corte Costituzionale e condannati dall’Europa, l’oscenità dei decreti di respingimento di rom e sinti alle frontiere seppure dotati di documenti o i campi di concentramento per zingari istituiti durante il regime fascista: Agnone (Isernia), Berra (Ferrara), Bojano (Campobasso), Bolzano, Ferramonti (Cosenza), Tossicìa (Teramo), Vinchitauro (Campobasso) e Perdasdefogu (Ogliastra). Luoghi tenebrosi, invivibili, in cui i membri di queste minoranze vivevano affamati, segregati, forse non eliminati fisicamente come nei lager dell’alleato germanico ma comunque costretti a forme estenuanti e rischiose di lavoro coatto (ad Agnone sembra che gli zingari fossero utilizzati per piazzare intorno al campo le mine che dovevano fermare l’avanzata degli alleati).

Realtà ai più poco note che solo recentemente cominciano ad affiorare grazie ad iniziative come “Memors. Il primo museo virtuale del Porrajmos in Italia”, progetto finanziato dall’Unione Europea, diretto e presentato dall’ottimo Luca Bravi (Università Telematica L. Da Vinci di Chieti), che ha come obiettivo proprio ricostruire storia e memoria della deportazione delle popolazioni sinte e rom all’interno dei campi di concentramento sparsi sul territorio Italiano, raccogliendo le preziose testimonianze dei sopravvissuti e dei loro discendenti.
“Il 27 gennaio sta diventando il giorno della falsa coscienza, della retorica. Il limite principale, e il grande equivoco è di non aver capito, prima di tutto, che questa giornata non è stata istituita solo per gli ebrei” - ha dichiarato Moni Ovadia intervenuto a sorpresa a conclusione dell’evento – “Nei lager nazisti sono morte tra gli undici e i tredici milioni di persone. Di questi 6 milioni sono ebrei. Ma 500mila erano rom e sinti, 3 milioni gli slavi e poi omosessuali, antifascisti, testimoni di Geova. Perché non si parla anche di loro?”
Già, perché? Eppure la domanda pertinente di Ovadia sembra cadere nel vuoto, nell’insignificanza prodotta dallo sconforto mentre scorrono le disturbanti immagini in alta definizione di “Terrapromessa”, documentario di Mario Leombruno e Luca Romano, sul “campo rom” di Masseria del Pozzo a Giugliano, in provincia di Napoli, dove l’amministrazione comunale ha trasferito oltre 400 persone, tra cui 250 bambini, sopra una discarica da cui fuoriescono gas tossici dannosi per la salute.
Semplicemente esistono perseguitati di serie B, figli di qualche dio minore cui non è solo negata la dignità della memoria storica, ma per i quali si intravede uno sconcertante filo di continuità tra passato, presente e futuro laddove l’insensibilità, la cecità, forse l’interesse a mantenere uno stato d’emergenza attorno al quale ruota un indotto d’economia non indifferente (quasi 70 milioni di euro spesi tra 2005 e 2011 solo nella capitale per la creazione e gestione dei cosiddetti “campi attrezzati”) creano un senso d’angoscia ed apprensione in chiunque abbia a cuore minimamente il rispetto dei diritti umani fondamentali.
«Preoccupante, ancora una volta, l’assenza delle istituzioni di Roma Capitale a iniziative che mirano, a partire dalla memoria, alla creazione di un dialogo e all’individuazione di soluzioni condivise», ha sottolineato l’Associazione 21 luglio nel comunicato stampa a seguito dell’iniziativa, ricordando come i vertici dell’amministrazione capitolina fossero stati invitati per tempo.
Preoccupante, certo, specie per chi non ha dimenticato le recenti dichiarazioni del sindaco di Roma a proposito di queste minoranze: “Roma dimostrerà di essere una città che accoglie ma che non accetta il disprezzo delle regole. bonificheremo le aree del lungotevere, miglioreremo la pista ciclabile, prepareremo degli accessi affinché le persone anziane e i bambini possano godere del parco della Magliana sul Tevere, ma allontaneremo da quegli insediamenti abusivi i rom”.
Gianni Carbotti, Camillo Maffia

Sinti e Rom Non sono tutti ladri o malfattori? Anziani e Bambini

Vicenza non sono tutti ladri o malfattori chi sbaglia paga con la legge! non con il popolo, la legge: e uguale per tutti! anche per i sinti e rom i gaggi non tutti  sono uguali?
Presidente Associazione Sinti Italiani in viaggio per il diritto e la cultura
non difendiamo il delinquenti ma difendiamo ! il diritto di chi non lo E noi voremmo recuperare con il recupero sociale del ugualianza culura e percorso di dialogo e stima
Davide Casadio
Associazione Civica Vicenza Capoluogo - Il buon governo di una città passa necessariamente dalla reale e concreta volontà di aiutare tutte le famiglie a soddisfare i propri bisogni primari quali la casa, il vitto, l’istruzione, il lavoro. Le famiglie devono essere certe che nella nostra città si applicano a tutti le stesse norme e che non ci sono famiglie di serie A e di serie B.
Qualcuno ha riproposto di tornare a installare un contatore unico nei campi dove risiedono le famiglie sinte e rom, creando nuovamente una discriminazione che per anni non ha consentito di sostenere ed aiutare chi effettivamente si dimostrava desideroso di fare parte della nostra comunità. L’ambiguità, l’uniformare tutti e tutto, l’indeterminatezza provocano diseguaglianza. La modalità di conteggio dei servizi al campo fatta dalla scorsa Amministrazione Variati (da forfait a consumo, da un unico contatore a contatori familiari) ha riportato all'equità una situazione che questa sì, era discriminatoria nei confronti di tutti gli altri cittadini che pagavano e pagano i propri consumi.
I contributi economici sono denari pubblici ed è per questo che, sempre la scorsa Amministrazione Variati, ha voluto coinvolgere tutto il Consiglio Comunale – e quindi tutte le forze politiche della città – affinchè si approvasse un regolamento, che è pubblicato sul sito del Comune
(http://www.comune.vicenza.it/utilita/documento.php/80763 ) e che invitiamo tutti i cittadini a leggere, al fine di disciplinare in modo chiaro e trasparente il sostegno economico a persone e famiglie in situazione di bisogno.
Un regolamento per il quale l’allora assessore ai servizi sociali Giovanni Giuliari si era speso molto, approvato dal Consiglio Comunale il 9 aprile 2013, quindi anche da chi oggi dichiara che è diseducativo pagare le bollette alle famiglie sinte e rom. In particolare è stata accolta anche la proposta di escludere dall'accesso ai contributi le persone con manifesta incongruenza tra quanto dichiarato ed il loro tenore di vita oppure per l’inosservanza degli impegni presi con il Comune stesso.
Ed è in quel regolamento comunale che, dalle prese di posizione assunte da diverse forze politiche sembra essere andato nel dimenticatoio, è previsto il sostegno economico finalizzato ad un servizio alla comunità quale il volontariato o attività gratuite a favore della città.
In esso sono disciplinati i criteri per l'erogazione dei contributi, che includono, e sottolineiamo includono, tutte le famiglie vicentine che si trovano in situazione di bisogno. Per completezza di informazione aggiungiamo che tutti i contributi erogati dall'Amministrazione sono visibili sempre nel sito del Comune http://www.comune.vicenza.it/utilita/documento.php/81040. Ma la parità di diritti e doveri non deve valere per tutti? Oppure è una parità per tutti, tranne qualcuno?
Noi non ci stiamo a questa modalità con cui si affronta in città il problema delle persone sinte e rom, molte delle quali hanno saputo interagire con la città in maniera leale ed onesta. Anche i rom e sinti della nostra città meritano pertanto rispetto e non possono essere considerati tutti ladri o malfattori.
E’ necessario pertanto continuare a considerare le famiglie sinte e rom alla pari delle altre e soprattutto chiedere e pretendere che la parola legalità non sia un termine che esce dalla nostra bocca solo quando ne abbiamo interesse, ma che ogni giorno si attivino processi e percorsi di verifica e controllo che anche in un’Amministrazione Comunale sanno produrre circuiti virtuosi capaci di far sentire ogni cittadino orgoglioso di appartenere alla sua comunità. www.vicenzapiu.com

mercoledì 29 gennaio 2014

È un insegnamento che dovremmo ricordare tutti il Regime Nazista !!


Giornata della Memoria: Kyenge, Il ricordo di alcuni può servire a smuovere le azioni di tanti.
 Dovere morale di abbattere un pregiudizio, combattere una discriminazione causata per il colore della pelle, per la religione, per l'origine etnica.
«La Giornata della Memoria, da qualche anno, è per noi italiani, un'occasione per compiere un rito di commemorazione collettiva che serve per rinnovare e per imprimere nelle menti delle nuove generazioni, l'idea che la follia delle deportazioni di massa, dei genocidi e delle discriminazioni, più in generale, non debba mai più avvenire.
Ricordare, resistere alla violenza, dare il buon esempio: sembrano frasi antiche, polverose, non al passo con i tempi. Eppure quanta forza c'è nel ricordo dei sopravvissuti e nei loro racconti. Il ricordo di alcuni può servire a smuovere le azioni di tanti. È un insegnamento che dovremmo ricordare tutti, noi che abbiamo responsabilità politiche più di tutti, ma ognuno di noi verso il suo prossimo. Ognuno di noi può fare qualcosa, può diventare un eroe comune, come i sopravvissuti».
Queste le parole della ministra per l'Integrazione Cécile Kyenge, intervenuta all'auditorium di Roma per le celebrazioni della "Giornata della Memoria" organizzata da Roma Capitale.
«I giovani rappresentano il futuro del nostro Paese e su loro vale  veramente la pena di scommettere. Voglio dire questo ai ragazzi: ispiratevi alla forza di chi si oppose al regime Nazista, alla Costituzione e alla Dichiarazione dei diritti umani tutte le volte che avvertirete il dovere morale di abbattere un pregiudizio, combattere una discriminazione causata per il colore della pelle, per la religione, per l'origine etnica, per l'orientamento sessuale.
Ricordare e resistere, ricordare per resistere. Ecco cosa ci porta la giornata di oggi, perché ognuno di noi ricordi che la Shoah, lo sterminio nazista di milioni di persone di religione ebraica ma anche di Rom e Sinti di omosessuali, di neri e di qualsiasi altra persona che non rispondeva all'idea dell'uomo di razza ariana, è stato un male assoluto».  www.integrazione.gov.it

martedì 28 gennaio 2014

Shoah - Porrajmos Giorno della Memoria 27 Gennaio 2014

Intervento del Presidente Napolitano in occasione del "Giorno della Memoria" 27 Gennaio 2014Palazzo del Quirinale  27/01/2014 Sinti e Rom. www.quirinale.it

In questi anni la sinti Italiani in viaggio per il diritto e la cultura. Siamo stati invitati da cinque anni consecutivi per partecipare alle cerimonie del quirinale a Roma  come rappresentanza dei sinti e rom in Italia. Abbiamo chiesto di presentare il  www.porrajmos.it  lo sterminio il divoramento del popolo sinti e rom, che per noi sinti e rom e stato molto importante e dignitoso per questi anni
Partecipando  Ufficialmente con una delegazione della Federazione Rom e Sinti Insieme, il capo dello stato ci a dato la possibilità  di partecipare e di poterci salutarci  ufficialmente con il presidente della Federazione  Sinti e rom insieme, in questi anni abbiamo lavorato per riportare la dignità e rispetto e diritto delle popolazioni  sinti e rom in Italia.
La federazione ha presentato e proposto  e riunito e manifestato un vero percorso di partecipazioni alle costituzioni al Governo e al parlamento Italiano, per percorrere obbiettivo del uguaglianza della dignità. E soprattutto  il riconoscimento dello stato Italiano.
        Principi fondamentali
         Art. 3
Tutti i cittadini
hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

I Lavori della Federazione Sinti e Rom Insieme
·         il 9 novembre 2011 la piazza ricordiamo "Tutti Uniti"  Montecitorio Roma
·         La ricostruzione storica della persecuzione razziale di Rom e Sinti, www.porrajmos.it  in lingua romanì, sarà illustrata oggi dal prof. Luca Bravi dell’Università di Firenze con ampia documentazione di accurate ricerche.
·          www.camera.it L'internamento dei Rom e dei Sinti in Italia dal '40 al '43Sala del Mappamondo - Camera dei Deputati

Cambio dell'aiuto della comunità sintie e rom

Rom. Il sindaco di Vicenza Achille Variati: "Basta con l'assistenzialismo, sostegno al reddito in cambio di volontariato"
"Questi nomadi, che poi nomadi non sono perché sono stanziali nella mia città da oltre trent'anni, sono cittadini italiani residenti...
"Questi nomadi, che poi nomadi non sono perché sono stanziali nella mia città da oltre trent'anni, sono cittadini italiani residenti qui, non sono stranieri, anche se diversi per cultura e modo di vivere. Per me i cittadini sono cittadini, così come i bambini sono bambini. E basta".
A parlare così è il sindaco Pd di Vicenza Achille Variati che spiega la nuova politica di sostegno al reddito adottata dal suo comune. L'idea nasce da un episodio avvenuto a dicembre: "Rom e sinti vivono in roulotte e case mobili collegate all'energia elettrica attraverso un contatore familiare. Prima di natale alcune di queste famiglie non hanno potuto pagare l'energia, siccome c'erano anche bambini e anziani ammalati, non me la sono sentita di lasciarli al freddo con temperature vicine allo zero. Non voglio avere sulla coscienza un bambino che muore di broncopolmonite". Tra le proteste dell'opposizione l'amministrazione comunale ha sborsato così circa 60 mila euro per saldare le bollette insolute. Di qui il progetto del sindaco Variati: "La mia tesi, che è poi la stessa del ministro Giovannini nel campo del contrasto alla povertà, è questa: se sei un cittadino veramente povero, bisognoso di aiuti economici, se non sei inabile al lavoro, finché non trovi lavoro per tornare all'autonomia, ti metti volontariamente a disposizione per progetti di lavori socialmente utili in cambio dell'aiuto della comunità. Se non c'è questo concetto di reciprocità siamo nella vecchia concezione stantia dell'assistenzialismo che ha prodotto tanti danni in questo paese. A quanti si rifiuteranno pur essendo in grado di lavorare, non garantiremo gli aiuti per poter vivere nella propria casa e li inviteremo a servirsi dell'albergo cittadino".
www.radio24.ilsole24ore.com

Rom e sinti morti nei lager a Roma

Stermini dimenticati per ricordare rom e sinti morti nei lager

Il percorso della memoria tiene conto di tutte le etnie e di tutte le differenti vittime»
LA MEMORIA È PER TUTTE LE VITTIME» - «Lavoreremo affinché accanto alla targa dedicata a rom, sinti e camminanti, qui in via degli Zingari, vi sia una lastra con tutta la lunghissima lista dei nomi di questi altri stermini», ha annunciato Alfonsi. A chiudere la commemorazione, l’assessore Cattoi: «Il percorso della memoria che noi proponiamo alle scuole tiene conto di tutti gli stermini, di tutte le etnie e di tutte le differenti vittime, dai disabili agli extracomunitari agli omosessuali».

ROMA - Una fiaccolata in via degli Zingari per ricordare gli «stermini dimenticati», in particola quello dei popoli rom e sinti: tra 500 mia e un milione e mezzo di loro - secondo lo studioso Ian Hancock dell’università del Texas - morirono nei campi di concentramento nazisti.,
IL CORTEO - Il corteo ha sfilato alla presenza di Claudio Procacci, della Comunità ebraica di Roma, dell’assessore capitolino alla Scuola Alessandra Cattoi, della presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi e di Francesco Vito Polcaro, dell’Anpi.

lunedì 27 gennaio 2014

Si deve intervenire contro ogni forma di istigazione all'odio razziale, che incitano all'odio razziale


Intervento del Presidente Napolitano in occasione del "Giorno della Memoria" 27 Gennaio 2014
Palazzo del Quirinale, 27/01/2014     Sinti e Rom
Abbiamo cercato in generale di rafforzare il dialogo tra la cultura, la scuola, i giovani e lo sviluppo di una comune coscienza storica e civile a presidio di un clima di autentico rispetto per l'ebraismo e di vigilanza contro ogni insorgenza di antisemitismo comunque camuffato.
il Giorno della Memoria è diventato un tassello essenziale del rafforzamento delle basi di conoscenza, di sensibilità umana e morale, di combattività in difesa della pace e dei diritti umani : che sono le basi fondamentali della nostra democrazia. Una democrazia che non può in nessun momento ignorare i rischi cui possono essere esposti, anche tornare - voglio dire - ad essere esposti "gli innocenti e gli indifesi di sempre" come li ha definiti il Presidente Gattegna : "gli ebrei, i rom, i sinti, i disabili, i malati di mente, gli omosessuali", e, aggiungo, gli stranieri.

Vorrei concludere con qualche parola sul modo di vigilare e di intervenire contro ogni fenomeno di antisemitismo, di razzismo, di violenza contro "gli innocenti e gli indifesi".
uno dei tanti italiani senza colpa sui quali il fascismo ha fatto ricadere la macchia delle leggi razziali e della turpe complicità con la persecuzione nazista contro gli ebrei.
Sul piano giudiziario e della tutela dell'ordine pubblico e della convivenza civile, si può già oggi e si deve intervenire contro ogni forma di istigazione all'odio razziale, foriera di violenze e di forme inammissibili di mortificazione della libertà e serenità delle persone e dei gruppi assunti come bersaglio.
Per citare un altro grande paese - anche a conferma di come vecchi veleni circolino in tutta Europa - ricorderò l'ordinanza recente del Consiglio di Stato francese che ha convalidato il divieto di uno spettacolo caratterizzato da "intenti antisemiti, che incitano all'odio razziale, e, in spregio della dignità della persona umana, che fanno apologia delle discriminazioni, persecuzioni e azioni di sterminio perpetrate nel corso della seconda guerra mondiale."