giovedì 23 ottobre 2014

indagine del Senato, in Italia solo il 2­3% dei rom e sinti pratica ancora il nomadismo

 «Il circo è e sarà sempre il più grande spettacolo del mondo»
di Stefano Pasta Nando Orfei, morto a Milano lo scorso 7 ottobre, sarà sempre ricordato per questa frase, accompagnata dalla sua giacca bordeaux, improbabile e forte come tutti i colori e i gusti del mondo circense. “Nandino”, prima giocoliere poi domatore, era famoso per il momento in cui la porta in ferro gli si chiudeva alle spalle, lasciandolo nella gabbia in compagnia di giganteschi felini. Il circo è stato la sua vita e la sua famiglia. Racconta al La Città Nuova la figlia Ambra, acrobata e cavallerizza: «Quante notti abbiamo passato a massaggiare cavalli con le coliche! Capitava che anche gli elefanti stessero male di pancia, magari avevano mangiato troppo fieno; allora io e papà prendevamo i mastelloni da 80 litri, quelli che solitamente usavamo per il bucato, e preparavamo tè caldo con whisky e miele per i pachidermi».
Nei ricordi di Ambra, il domatore di belve è un “gigante buono”: «Sai di cosa abbiamo parlato poco prima della sua morte? Di quando facevamo insieme il presepe all’ingresso del circo. Era l’evento dell’anno: una volta vincemmo anche un premio per un presepe che era grande 20 metri per 10. In tutte le città toccate dal nostro carrozzone, compravamo qualcosa di caratteristico da tenere da parte fino a Natale». Ad un certo punto della sua vita, Nando Orfei divenne una stella del cinema, attore in Amarcord e Clowns del suo amico Federico Fellini. Da bambina, Ambra andava spesso sul set a trovarlo: «Sentiva il bisogno di stare con la famiglia: per questo, rinunciò alla carriera cinematografica per tornare sotto il tendone». Scelse una vita più dura, dove si deve smontare un palco anche se piove e dove aveva la responsabilità di un’intera comunità di 250 persone. «Lui era forte come un gladiatore – racconta la figlia – spostava una roulotte con le spalle. La sua forza? Stare con la sua gente, una famiglia allargata in cui ci si voleva bene. Dopo la fatica, c’erano le grigliate tutti insieme».
A Natale, metteva tutti i bambini – una quarantina – su un camion del circo e li portava al cinema a vedere i cartoni animati: «Allora il cinepanettone era fatto dalla Disney», ricorda Ambra. Nell’immaginario di tutti, gli Orfei sono il circo italiano: Nando, la sorella Liana, il fratello Rinaldo, la cugina Moira, a cui era legatissimo, e i rispettivi figli, tra cui appunto Ambra, nota anche per le apparizioni televisive. Ma forse non tutti sanno che all’origine del Circo Orfei c’è quello che noi oggi chiameremmo un incontro interculturale, o un matrimonio misto. Molto misto… Racconta Ambra: «Nel 1820, il mio trisnonno Paolo era sacerdote a Massa Lombarda (RA), veniva da una famiglia nobile di Urbino ma non aveva una vocazione ferrea. Si innamorò di una sinta del Montenegro che mendicava all’uscita della chiesa e scapparono insieme, tendando la carriera di saltimbanco con quattro cagnolini e un orso». E qui c’è un altro punto di interesse: sì, gli Orfei – come l’altra grande famiglia del circo italiano, i Togni ­– sono di origine sinta.
Non è esattamente l’immagine che di solito associamo a quelle persone che troppo spesso chiamiamo “zingari”, con una parola che ha valenza dispregiativa. Eppure, la metà dei circa 160mila rom e sinti in Italia sono di cittadinanza italiana, attestati sulla Penisola fin dal XV secolo. Tra di loro, appunto, le famiglie lunaparkiste e circensi, ad esempio quella da cui è nata Gardaland, ora comprato da una multinazionale. Circensi e quindi nomadi. Anche altri rom e sinti erano in passato nomadi per ragioni professionali, da chi commerciava cavalli a chi girava le cascine per riparare pentole e attrezzi di rame. Ora il mondo è cambiato (non si riparano più le pentole di rame…) e non lo sono più: secondo una recente indagine del Senato, in Italia solo il 2­3% dei rom e sinti pratica ancora il nomadismo. Spesso “chi resiste” sono appunto i circensi, ma anche loro lo sono sempre meno.
Del resto, anche il mondo del circo è in trasformazione: Gardaland non lo è più da decenni, la stessa Ambra ora non gira più con la compagnia, ma dalla sua casa milanese dirige l’Ambra Orfei Entertainment che, su commissione, organizza feste e spettacoli in tutto il mondo. «Però – precisa – non mancano riferimenti alle radici circensi». La compagnia del padre, invece, resiste, anche se oggi è composta solo da una cinquantina di persone. In questi giorni, il Circo Nando Orfei è di scena a Mirandola. Del resto, come è d’obbligo in questi casi e come voleva “Nandino”, the show must go on.  lacittanuova.milano.corriere.it

martedì 30 settembre 2014

La ripicca contro rom e sinti di Vicenza

Campo nomadi, rogo doloso nel cantiere di via Cricoli
La polizia ha avviato indagini per l'inquietante episodio Due le piste: ripicca contro rom  e sinti o vendetta verso l'azienda
Un incendio inquietante, destinato a suscitare nuove polemiche. È quello scoppiato la notte scorsa in via Cricoli, all'interno del cantiere dove sono in corso i lavori di riqualificazione del campo nomadi. Una mano ignota ha dato fuoco ad una ruspa, danneggiando anche la recinzione e alcune tubature che erano accatastate per essere interrate. I danni non sono ingenti, ma l'allerta è molto elevata. Le indagini per fare chiarezza sono state avviate, e sono coordinate direttamente dal questore Gaetano Giampietro.
IL ROGO. L'allarme è stato dato poco prima dell'una direttamente dalla polizia. Una volante della questura, infatti, stava transitando lungo via Cricoli quando gli agenti hanno notato delle luci provenire dall'interno del cantiere, avviato da alcune settimane. Pensando a dei ladri, i poliziotti si sono fermati ed hanno subito compreso che si trattava di fiamme. Per questo hanno immediatamente avvisato i vigili del fuoco. Il rogo aveva interessato una macchina escavatrice, i tubi e dell'altro materiale. (...)  www.ilgiornaledivicenza.it

Comento…. Sinti italiani bisogna avere paura di un gesto del genere nei confronti della minoranza Sinta !!!  Presidente Davide Casadio

Davide Casadio, Presidente dei Sinti italiani spostamento dei sinti del Cricoli

Sinti e Rom, iniziato lo spostamento da viale Cricoli
(Vicenza Più )

Il momento del trasloco temporaneo della comunità Rom e Sinti di Vicenza dal campo di viale Cricoli a un’area di proprietà di Aim, distante poche decine di metri, è iniziato questa mattina, giovedì 24 luglio 2014. Un atto finale arrivato dopo mesi di polemiche e proteste dei cittadini in seguito alle iniziali ipotesi di aree individuate per lo spostamento: via Carpaneda al confine con Creazzo, via Zamenhof a Vicenza Est e in via Muggia nell’ex caserma della polizia stradale.

Si tratta di uno spostamento provvisorio per rendere possibili i lavori di riqualificazione igienico-sanitaria e messa a norma del campo che diventerà “zona per attrezzature, infrastrutture e impianti di interesse comune”, un’area a tutti gli effetti in regola a ospitare un campo sosta.

Lo stanziamento è di 280 mila euro e risale a una decisione presa dal ministro Roberto Maroni della Lega Nord all'epoca del governo di Silvio Berlusconi.

Nella nuova area di Aim sono stati ultimati i lavori di allestimento per renderla idonea ad ospitare le 140 persone che compongono le famiglie del campo Cricoli.

“L'Associazione Sinti italiani di Vicenza ha collaborato per far si che lo spostamento avvenga – afferma Davide Casadio, Presidente dei Sinti italiani e presente questa mattina nella nuova area individuata (foto) - oggi i primi spostamenti delle famiglie negli spazi provvisori di Aim; una volta completati l’amministrazione comunale di Vicenza incomincerà i lavori per una durata di 75 giorni, e al termine il rientro del famiglie nel campo Cricoli”. www.vicenzapiu.com

mercoledì 6 agosto 2014

Il 2 agosto 2014 saranno passati settant'anni ricorda il "Porrajmos"

La notte tra il 2 e il 3 agosto 1944 le SS sterminarono gli ultimi sopravvissuti dello Ziguenerlager ad Auschwitz - Birkenau. Migliaia di sinti e rom sono spinti nelle camere a gas e poi bruciati nei forni crematori. Puoi non dimenticare le vittime visitando il primo museo virtuale in Italia del Porrajmos e accendendo una candela sulla tua finestra di casa. Il Porrajmos non è però stato solo lo Ziguenerlager ad Auschwitz – Birkenau.

Il 2 agosto 2014 saranno passati settant'anni da uno degli emblemi della ferocia razzista. Una ferocia, nata nell'Italia fascista e nella Germania nazista, e che si è diffusa in tutta l'Europa portando al tentativo di genocidio di tutti i sinti e rom d'Europa. Il 2 agosto è un giorno di lutto e tale deve rimanere per ricordare a noi stessi quanto la bestia razzista può compiere contro la razza umana.

Un giorno di lutto, non un giorno di liberazione da commemorare. Chi pensa che il 2 agosto si debba commemorare il Porrajmos è in errore perchè non si commemora la morte. Si  commemora la liberazione dei sinti o rom, sopravvissuti alla ferocia razzista ad Auschwitz-Birkenaue e liberati il 27 gennaio 1945 dall'Armata Rossa.

martedì 15 luglio 2014

“L’Italia ha molto a cuore i temi al centro commentato Sandro Gozi, Sottosegretario Europei

ROM: E  SINTI  GOZI, RAFFORZARE POLITICHE INCLUSIONE NEL SEMESTRE EU
AGENPARL) – Roma, 08 lug – L’inclusione abitativa è il passo fondamentale per garantire l’integrazione dei Rom in Italia e in Europa e come tale deve essere perseguita in via prioritaria durante la presidenza italiana dell’UE. Le soluzioni abitative separate – come i molti “campi Rom” presenti in Italia – riproducono dinamiche di esclusione sociale e devono essere al più presto superate. Sono alcune delle conclusioni dell’incontro “Minoranze Rom, Sinti e Camminanti: come garantire l’inclusione abitativa?” che si è tenuto oggi presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio, organizzato dall’Associazione Parsec e da Open Society Foundations. Erano presenti funzionari del Consiglio d’Europa e della Commissione europea, rappresentanti dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale, dei Ministeri dell’Interno, del Lavoro e delle Infrastrutture, degli enti locali, esperti accademici ed esponenti di organizzazioni della società civile e comunità rom. In molti paesi dell’UE, le condizioni abitative della popolazione Rom, che conta circa 12 milioni di persone, sono ancora inadeguate a garantire i diritti fondamentali e a favorire dinamiche d’inclusione sociale. Le soluzioni abitative speciali, come il campo nomadi, – è stato ricordato durante il dibattito – hanno senso soltanto per quelle popolazioni romanì che sono ancora davvero itineranti: in Italia, ad oggi non più di 5mila persone su circa 170mila. Si tratta dello 0,23% della popolazione complessiva italiana, una proporzione molto bassa rispetto ad altri Paesi europei, come la Spagna (1,57%), la Svezia (0,46%), il Regno Unito (0,37%), la Grecia (2,47%), o Paesi dove l’incidenza è più alta come Bulgaria (10,33%), Slovacchia (9,17%) e Romania (8,32%). Nel 2011, con l’adozione del Quadro UE per le strategie nazionali d’integrazione dei Rom fino al 2020, l’Unione Europea ha dichiarato la volontà di porre fine a una condizione non più accettabile all’inizio del 21esimo secolo. Una volontà sostenuta anche da chiare linee guida sull’utilizzo di appositi fondi europei, dal Fondo Sociale al Fondo di Sviluppo Regionale. “L’Italia ha molto a cuore i temi al centro del dibattuto odierno, tant’è che nel programma del Semestre europeo di Presidenza italiana entreremo nel merito di tali questioni”, ha commentato Sandro Gozi, Sottosegretario agli Affari Europei, che è tra i sostenitori dell’iniziativa odierna, secondo appuntamento di un ciclo di quattro workshop su diritti umani e civili. “Con specifico riguardo all’inclusione dei Rom – ha proseguito Gozi – la Presidenza italiana ospiterà la quarta riunione dei punti di contatto nazionali per i Rom al fine di rafforzare le iniziative concernenti l’attuazione delle strategie nazionali in conformità con il quadro UE”.  www.agenparl.com

Sinti in Italia in Emilia R. comunità più diffusa è quella dei Sinti (90,6%,


Uno sguardo alla popolazione Rom e Sinta
dell’Emilia Romagna
Sono 2.745 le persone che vivono in 129 campi nomadi dell’Emilia-Romagna. In lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione relativa al 2009, quando erano 2.644 in 130 campi. La comunità più diffusa è quella dei Sinti (90,6%, di cui solo il 4,1% straniero), seguita dai Rom italiani (4,7%), i Rom stranieri (3,5%) e una piccola percentuale (1,2%) di individui di altra provenienza. In generale si tratta di una popolazione giovane, con una percentuale piuttosto significativa di minorenni (il 37,4%). Gli adulti fino a 64 anni sono il 59,5%, mentre gli anziani over 65 sono solo il 3,1%.  Si tratta per la maggioranza di lavoratori autonomi, pari al 69,1%. Quelli a tempo determinato o parasubordinato sono il 10% e quelli a tempo indeterminato rappresentano il 21%. I principali settori di attività sono lo spettacolo (circo e giostre), i servizi, il commercio (soprattutto il settore alimentare e la raccolta e la vendita del ferro).

Download Regione Emilia-Romagna, Rapporto sulla popolazione sinta e rom presente nei campi e nelle aree sosta, transito della regione Emilia-Romagna, 2014 (PDF)

lunedì 7 luglio 2014

A Mantova un delegazione di sinti e rom era entrata in sala consiliare

I sinti occupano l'aula consiliare di Mantova
Da Piazza Sordello, non prima di aver manifestato davanti al palazzo vescovile, alla sala consiliare. Una delegazione ha occupato per qualche minuto la sala consiliare
MANTOVA. Un gruppo di manifestanti sinti ha occupato la sala consiliare del comune di Mantova per protestare contro gli espropri delle lottizzazioni abusive al Trincerone. Una giornata cominciata con la protesta davanti alla curia vecovile e poi all'ingresso del Comune dopo il corte per le vie del centro. C'è stato anche qualche momento di tensione: il consigliere leghista Luca De Marchi è entrato in municipio scortato.
«Ci sono le delegazioni provenienti da tutte le città vicine - ha affermato Carlo Berini, segretario dell’associazione Sucar drom - E' na protesta composta e tranquilla per ribadire le nostre ragioni e chiedere al Comune il rispetto della legge anche nei nostri confronti: il Testo unico 380 articoli 3 e 5 è una discriminazione razziale indiretta che va rimossa».
«Una delegazione  si è recata in cura vescovile dove èstata ricevuta da un delegato del vescovo. Hanno sfilato tutti, anziani, donne, bambini inalberando uno striscione con due domande a cui il sindaco deve rispondere: perché non ha sospeso il procedimento per un anno e dove andremo se ci cacceranno dal Trincerone. Una delegazione di 40 persone è salita in aula consiliare per lasciare un volantino sullo scranno di ogni consigliere. Il consigliere di Forza Italia Gorgati ha stigmatizzato il fatto che in corteo c'erano bambini che gridavano "leghisti appesi".
Sulla vicenda che vede opposti sinti e Comune un paio di giorni fa era intervenuto anche  il consigliere comunale di Forza Italia, Marco Germiniasi: «Non mi trovo d’accordo e con me anche il mio partito - dice - col capogruppo della Lega de Marchi che è già in campagna elettorale come candidato sindaco per il Carroccio e sta arrivando su posizioni xenofobe. Non mi piacciono, però, nemmeno i toni di Berini. Gli ricordo che stiamo parlando di ripristino della legalità, come bene ha sottolineato il vice sindaco Rose; Berini, invece, l’ha messa sul piano della discriminazione razziale. Se ritiene di opporsi, lo faccia nelle sedi appropriate»
gazzettadimantova.it