mercoledì 25 giugno 2014

Sandrigo è stata dedicata all'incontro tra popoli Sinti e Rom

Sinti e Rom attori per una serata sull'intercultura
L'iniziativa promossa da gruppi di volontariato e dal Comune
Giovani sinti e rom attori di teatro per una “Serata in SINTOnia” finalizzata alla conoscenza reciproca ed all'integrazione di culture diverse. La recente “Notte d'acqua” al palazzo Mocenigo di Lupia di Sandrigo è stata dedicata all'incontro tra popoli e tradizioni differenti. Il punto sull'andamento del progetto “Giovani in SINTOnia con Sandrigo” si è trasformata per gli organizzatori Mocenigo Life, cooperativa Margherita, Pollice Verde, Protezione civile, Pro Sandrigo e Girasole, con la collaborazione di parrocchia e Comune di Sandrigo, nell'occasione per dare nuovo slancio all'integrazione della locale comunità sinti, giunta a Sandrigo negli anni Ottanta e forte di una cinquantina di soggetti, alcuni dei quali negli ultimi anni hanno accettato di attivare un cammino di integrazione attraverso la gestione di una porzione di verde pubblico e la partecipazione ad attività culturali-ricreative. Alcuni nomadi di etnia sinti e rom si sono anche esibiti nel gioco scenico “Mille deserti di Agar. (...)
Leggi l'articolo integrale sul Giornale in edicola.

venerdì 23 maggio 2014

Elezioni 2014, sinti e rom al voto!! in Italia

Elezioni 2014, sinti e rom al voto!!

 


Le tre magnifiche alle elezioni 2014

Amelia Guarnieri,
candidata par il Consiglio comunale di Pescara

Angela Bosco,
candidata per il Consiglio comunale di Prato 

Dijana Pavlovic
candidata per il Parlamento europeo 
nella Circoscrizione Nord Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta)

#HadentumenSinti #UpreRoma  

sabato 17 maggio 2014

Sinti e rom presentano una proposta di legge

Sinti e rom presentano una proposta di legge per essere riconosciuti come minoranza linguistica

I rom e i sinti entrano direttamente in politica. Lo fanno per rivendicare il diritto a essere riconosciuti come minoranza linguistica. Oggi quindici loro rappresentanti hanno depositato alla Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare che lo chiede e che, in questo modo, intende porre rimedio alla discriminazione messa in atto nel 1999 quando fu approvata la legge 482, il cui titolo è "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche".
Quella normativa riconobbe il diritto alla tutela di dodici minoranze etnico-linguistiche storiche: albanese, catalana, germanica, greca, slovena, croata, francese, franco-provenzale, friulana, ladina, occitana e sarda. Insomma, tutti tranno i rom e i sinti benché – dopo i sardi e i friulani – costituiscano di fatto la minoranza linguistica più numerosa. Una minoranza che, però, al contrario di tutte le altre è “sprovvista di territorio”. In sostanza, la condizione attribuita ai sinti e ai rom italiani è la causa di una decisione che esclude la loro lingua dalla tutela. Questo benché la maggior parte di essi da generazioni sia stanziale.

martedì 6 maggio 2014

Tutto interpretato male !!! «Ma come è possibile? - si chiede Davide Casadio

«Variati non può costringere    tutto interpretato male !!!
i Sinti di Vicenza a fare lavori utili»   
«Serve un percorso lavorativo sicuro e stabile che dia l'opportunità alle famiglie di essere autonome E Aim dovrebbe rispettare le normative vigenti»
23/01/2014
Il campo nomadi di via Cricoli: continua la polemica sulle bollette VICENZA. Il sindaco Achille Variati è stato molto chiaro sul caso nomadi e bollette, un tema che da alcuni giorni sta tenendo banco tra le fila della politica cittadina: «Segnaleremo i finti poveri alla guardia di finanza - ha ribadito ieri - e chi non accetterà di svolgere lavori socialmente utili non vedrà un euro e nei casi di false dichiarazioni porteremo mamme e figli all'albergo cittadino».
«Ma come è possibile? - si chiede Davide Casadio, presidente dell'associazione Sinti italiani in viaggio per il diritto e la cultura -. Il sindaco Variati non può obbligare nessuno a lavorare, tantomeno un nomade».
Per cui pagare le bollette in cambio di lavori socialmente utili è una condizione che viene rispedita al mittente?
Tutto interpretato male !!!  Comento di  Davide Casadio, Direi di si ! intende che lavorare!  «Direi di sì,  il sindaco parlava di assistenzialismo e quello che non vogliamo noi sinti e rom ma per i continui pregiudizi non si riesce a dare la possibilità del lavoro a sinti e rom.  Non interpretiamo male !!!!!!!!!  sono passati due anni 2012-2014.
Enel : http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/12/294-12.pdf   (Deliberazione 19 luglio 2012)
«Direi di sì, ma questo concetto vale per tutti. Nessuno può essere obbligato a lavorare, nemmeno un nomade. E anche per quanto riguarda il volontariato: o lo si fa perché si crede in un'idea, in un principio, altrimenti che senso ha?».
Come uscire da questa situazione?
«Con un percorso di lavoro, serio, programmato, che dia la possibilità alle famiglie sinte di via Cricoli di avere un lavoro duraturo che permetta loro non solo di pagare le bollette, ma di condurre una vita più decente, in un ambiente più consono. Non certo in mezzo ai topi e in un pezzo di terra che tutti, da anni, considerano inadeguato sotto il profilo sanitario».
( Ciò non toglie che le bollette ci sono e devono essere pagate. )
«Sicuramente, ma alcuni hanno versato degli acconti. Aim ha tolto l'erogazione forfetaria prevista da una delibera del ministero delle Infrastrutture in vigore dal 12 luglio 2012 mettendo un contatore per famiglia e questo ha causato consumi superiori alla norma. Quindi si faccia rispettare la normativa vigente».
E allora?
«L'energia nei campi serve per tutto, non possono collegare il metano perchè la legge in materia di sicurezza non lo consente, per cui l'energia è utilizzata per i servizi, il riscaldamento e la cucina. Non si esce da questa situazione se non con la ristrutturazione già decisa».
Ma non tutti i nomadi sembrano convinti di questi lavori?
«È vero, ci sono persone che preferirebbero vivere in microaree. C'è chi vorrebbe un alloggio oppure chi preferirebbe restare in via Cricoli. Mettere assieme tutti i pareri non è possibile. Per ora è importante mettere in sicurezza quel campo».
E poi?
«Ci sono tutti i percorsi, le vie da seguire affinché le famiglie sinte vengano trattate come tutte le altre che non hanno reddito e che devono essere aiutate. Ma non di tanto in tanto, bensì con programmi precisi, individuando percorsi che siano in grado di dare a questi nuclei la possibilità di vivere in maniera decente e di poter contare su un reddito fisso con un lavoro.
Che però non può essere imposto solamente in cambio di un servizio che un Comune è tenuto a fornire a chi si trova in difficoltà e questo vale per tutti: italiani, vicentini, Sinti, Rom. Credo sia un concetto fondamentale, pensiamo all'articolo 3 della Costituzione». www.ilgiornaledivicenza.it
Chiara Roverotto

lunedì 5 maggio 2014

La Giornata mondiale del popolo Rom e Sinto

La Giornata mondiale del popolo Rom e Sinto, da oltre cinque secoli cittadini italiani discriminati
Le associazioni lanciano la campagna nazionale per il riconoscimento giuridico della minoranza storico-linguistica nel nostro Paese.
ROMA - In tutto il mondo si celebra il Romano Dives, ricordando l'otto aprile del 1971, giorno in cui per la prima volta si riunirono a livello internazionale rappresentanti delle comunità Rom, costituendo così la Romani Union, la prima associazione mondiale dei Rom riconosciuta, a partire dal 1979, dalle Nazioni Unite. In questa occasione la Federazione Rom e Sinti Insieme lanciano la campagna nazionale per la raccolta di firme su una legge di iniziativa popolare per il riconoscimento giuridico della minoranza linguistico-culturale dei Rom e Sinta italiana. La Federazione è formata da 28 associazioni che operano a livello locale, regionale e interregionale e le associazioni Roma onlus, Romni onlus, FutuRom, Amalipé Romanò, Forum Campania Rom, Cittadinanza e minoranze, Antica sartoria Rom, Theatre Rom, Museo del viaggio "Fabrizio De André" Isernia, Rom per il futuro, Gruppo di azione Rom Piemonte (Romano pala tetehara, Romano Ilo, Romano Buci, Rom e gagi insieme) Associazione Lumine.

Dal 1400 in Italia.
I Rom e i Sinti in Italia sono tra 150 e 170 mila, una cifra modesta rispetto alla popolazione italiana, ma una minoranza significativa e soprattutto una minoranza con una propria identità linguistica e culturale. Insediati in Italia sin dal 1400, gli "zingari" sono la minoranza storica più svantaggiata e più stigmatizzata, nonostante gli obblighi internazionali e comunitari dell'Italia e gli interventi di numerose organizzazioni internazionali, come il Consiglio d'Europa, l'OSCE e l'Unione europea. La partecipazione di Rom e Sinti alla vita collettiva con il proprio contributo umano e culturale è fondamentale per superare l'esclusione, la marginalizzazione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione, fino allo sterminio razziale e che non deve rimanere confinato nei ghetti fisici e spirituali, nei quali troppo spesso viene relegato, all'assistenza e non alla propria responsabilità.

L'appello alla cittadinanza. La campagna che le associazioni di Rom e Sinti avviano in rappresentanza delle comunità Rom e Sinte italiane vuole realizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione che prevedono: la pari dignità sociale e l'eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; la tutela di tutte le minoranze linguistiche con apposite norme. In questo modo si vuole superare il mancato riconoscimento istituzionale come minoranza che è causa della scarsa integrazione nella società e della marginalizzazione sociale ed economica. Le associazioni Rom e Sinte rivolgono un appello alla cittadinanza, a associazioni, istituzioni perché aderiscano e sostengano questa campagna. Il riconoscimento della minoranza rom e sinta, della sua storia, della sua cultura, della sua identità accoglie Rom e Sinti nella comunità più generale insieme con tutte le altre identità che costituiscono il nostro patrimonio nazionale.

mercoledì 23 aprile 2014

MEMORS. Il primo museo virtuale del Porrajmos in Italia.

MEMORS. Il primo museo virtuale del Porrajmos in Italia. La persecuzione dei Rom e dei Sinti nel periodo fascista
Visita il museo virtuale www.porrajmos.it, realizzato con l’obiettivo di ricostruire storia e memoria della deportazione delle popolazioni sinti e rom all’interno dei campi di concentramento sparsi sul territorio italiano.
E' inoltre disponibile l'ebook scaricabile gratuitamente cliccando qui.
 

sabato 29 marzo 2014

Campo di Cerea Bimbo Travolto dal Treno Il papà: Addio alla mia vitaBimbo travolto dal treno Il papà: Addio alla mia vitaBimbo travolto dal treno Il papà: Addio alla mia vitaiccolo Dominic

Bimbo travolto dal treno  Il papà: Addio alla mia vita
«Non ho neanche la forza di parlare, hanno preso la mia vita»

CEREA. Un bimbo di due anni è morto stamane investito da un treno regionale in Veneto, in provincia di Verona. Il piccolo era figlio di una coppia di nomadi, che hanno la roulotte in un campo di sosta proprio accanto ai binari della linea Rovigo-Verona. La tragedia è avvenuta poco dopo le 8 del mattino, fra le stazioni di Legnago e Cerea, e probabilmente è da imputare ad una terribile fatalità, complice un attimo di distrazione dei genitori che, mentre la mamma tornava nella casa-roulotte, non si sono accorti che il piccolo Dominic si allontanava verso la recinzione. Il bimbo ha approfittato di un buco nella rete di divisione, passando dal campo alla massicciata ferroviaria, in un tratto dove i binari fanno una curva. Il piccolo si è accovacciato vicino ai binari. Poco dopo è giunto il regionale 5564: il macchinista si è accorto del bimbo accanto ai binari, ed ha suonato ripetutamente la sirena azionando nello stesso tempo il sistema rapido di arresto. Ma è stato impossibile evitare l’investimento. Soccorso dai suoi stessi genitori, Dominic è stato accompagnato d’urgenza all’ospedale di Legnago dove è stato ricoverato nel reparto di rianimazione. I medici hanno fatto di tutto per salvarlo, ma circa un’ora dopo il ricovero è spirato. Straziante il dolore della coppia. Il padre, David Poli, 24 anni, è tornato sul luogo dell’incidente, ed ha dato sfogo alla propria disperazione. «È bastato un attimo e mi hanno portato via mio figlio» ha detto il giovane. «Non ho neanche la forza di parlare, hanno preso la mia vita» ha ripetuto il papà del piccolo, attorniato dai parenti. La dinamica dell’impatto con il locomotore è ancora da ricostruire con esattezza. «Il corpo del bambino era integro» ha spiegato il dirigente della Polizia ferroviaria di Legnago, Riccardo Bisin. Le indagini dovranno ricostruire nei dettagli l’incidente, stabilendo se il bambino è stato comunque trascinato dal treno, oppure se è stato sufficiente lo spostamento d’aria e la successiva caduta per provocare lesioni fatali. Il capotreno ha immediatamente fatto fermare il convoglio, dando l’allarme alla Polfer. «Il treno - ha aggiunto Bisin - era partito dalla stazione di Legnago e si sarebbe dovuto fermare a Cerea, viaggiava a velocità ordinaria, tra i 90 e i 100 chilometri all’ora». Quanto al varco nella rete di recinzione che ha permesso al piccolo di raggiungere i binari, il papà non sa darsi una spiegazione: «mio figlio non era mai passato di lì, è successo tutto in pochi attimi: si è allontanato mentre mia moglie dava una mano per le polizie qui alla roulotte». In poche ore nel campo di Cerea, dove vivono una quarantina di persone, sono arrivati rappresentanti della comunità nomade da altre città del Veneto e anche da Bologna per stringersi attorno ai familiari del bambino e portare la loro solidarietà. www.larena.it