domenica 20 gennaio 2013

Auschwitz Sinti e Rom 2013

  
In viaggio nei luoghi della Memoria

Visita organizzata dal ministero dell'Istruzione e dall'Ucei al ghetto di Cracovia e al campo di concentramento di Auschwitz per un gruppo di 130 studenti delle scuole superiori.

 

 

CRACOVIA - Parte il Viaggio della Memoria al Ghetto di Cracovia, ad Auschwitz e a Birkenau, organizzato dal ministero dell'Istruzione e dall'Unione delle comunità ebraiche (Ucei) in vista del Giorno della Memoria del 27 gennaio. Partecipano circa 130 studenti delle scuole superiori di Piemonte, Lazio, Calabria e Sicilia che si sono distinti nella realizzazione di attività e progetti dedicati alla memoria della Shoah. Sono presenti anche studenti Rom e Sinti. Davide Casadio,Vice Presidente che guiderà l’intera delegazione. Sinta e rom.  Chiesi Luigi e i due studenti di Bologna, Della Santina Ismaele, Brandon Casadio.  Accompagnano i ragazzi Sami Modiano e le sorelle Tatiana e Andra Bucci, sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz, i ministri Francesco Profumo e Paola Severino, il presidente dell'Ucei Renzo Gattegna e il presidente della Rai Anna Maria Tarantola.

( Auschwitz   Sinti e Rom  a Birkenau )



 LE TAPPE DEL VIAGGIO. Prima tappa, l'ex ghetto di Cracovia e la Sinagoga. Poi, per gli studenti è previsto un incontro con le sorelle Bucci, Sami Modiano, il prof. Marcello Pezzetti, il ministro Profumo e le altre personalità che prendono parte al viaggio. Lunedì mattina i ragazzi si trasferiscono ad Auschwitz-Birkenau dove visiteranno il campo e il museo di Auschwitz e ascolteranno le testimonianze di Sami Modiano e delle sorelle Bucci. Il Viaggio della Memoria è parte delle attività formative che da tempo il ministero e Ucei organizzano per sensibilizzare i giovani e tenere viva la memoria della Shoah. Nello specifico, il Protocollo d'Intesa siglato fra Miur e Ucei dopo la visita dello scorso anno, prevede lo sviluppo del concorso "I giovani ricordano la Shoah", la diffusione nelle scuole dei progetti educativi e delle mostre itineranti elaborate in collaborazione con l'Ucei, la partecipazione di insegnanti, studenti e genitori ai corsi di formazione organizzati dall'Ucei in materia di "Didattica della Shoah", la realizzazione e le diffusione di materiali didattici e il sostegno alle attività e alle iniziative promosse dalla delegazione italiana dell'International Task Force Cooperation on Holocaust, Rememberance and Research.domenica, 20 gennaio 2013

sabato 12 gennaio 2013

VicenzaPiù Campi Rom e Sinti a Vicenza 2013

Per Sel Vicenza la riqualificazione dei campi Rom e Sinti gioverà anche alla cittadinanza 

 VicenzaPiù

Manifestazione a "Vicenza" per ottenere il diritto! e dignità!  e a dire Basta! "Negazione"

Silvia Dalla Rosa, Sinistra Ecologia Libertà di Vicenza  -  In questi giorni se ne sono sentite davvero di tutti i colori sul finanziamento per la riqualificazione dei campi Rom e Sinti a Vicenza. Da chi chiede piani di decoro e sicurezza a chi esulta, fino a chi invita la giunta a ospitare fantomatiche roulotte sotto casa. I fondi erano stati stanziati dal governo e dopo due anni sono stati finalmente scongelati dalla Cancellieri: il comune potrà ora far partire il progetto.
Una cosa è certa, senza nascondersi dietro posizioni ideologiche da una o dall'altra parte: la riqualificazione delle aree dove sostano e vivono questi nostri ospiti, conviventi urbani, nomadi, a seconda delle accezioni che si vogliano dare a delle persone, era davvero necessaria. Non posso quindi che salutare positivamente il finanziamento di 230 mila euro che penso, al contrario di alcuni, possa giovare anche alla cittadinanza vicentina molto più di quanto gli oppositori vogliano far credere. Innanzitutto, il tanto declamato decoro: ma non stiamo parlando di fioriere in Corso Palladio. Le condizioni igienico-sanitarie sono fondamentali per la tutela della salute pubblica. Se verranno installati i sottoservizi, i rischi di diffusione di malattie verranno drasticamente ridotti. La sicurezza e al tutela dei minori che risiedono nel campo poi, dovrebbe essere una priorità in ogni paese che si voglia chiamare civile.
Concludo ricordando cosa diceva un rapporto del 2011 del Senato, sperando serva a molti come stimolo per la riflessione, proprio sulla condizioni di vita di circa 40 mila persone rom e sinti in campi o insediamenti informali in Italia, definendole "così drammatiche che possono essere tollerate solo se si decide di non guardarle".
Leggi tutti gli articoli su: 

  www.vicenzapiu.

Davide Casadio Presidente Sinti Italiani inviaggio per il Diritto e la Coltura

mercoledì 9 gennaio 2013

Persecuzioni naziste: ebrei, politici, Sinti e Rom.

In cinque municipi da lunedì prossimo altre trentasei nuove "Stolpersteine" in ottone, omaggio alle vittime di discriminazioni razziali e politiche.

 

Testimonianza:

 dell'esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici,  

Sinti e Rom.

Un segno concreto e tangibile, ma discreto, per trasformare la Memoria da appuntamento occasionale a esperienza quotidiana. Un "inciampo" non per il passo, dunque, ma per gli occhi e per la mente, per ricordare ai passanti e agli inquilini di quei palazzi gli "abitanti del quartiere uccisi e perseguitati dai fascisti e dai nazisti, deportati, vittime.

 

 http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/01/09/news/quei_sampietrini_lucenti_in_ricordo_dei_deportati-50156030/

«Chi nasce in Italia è italiano» Sbrollini

 

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Cittadinanza immigrati. Sbrollini:

 «Chi nasce in Italia è italiano»





Daniela Sbrollini, deputata PD  -  «È giunta l’ora di riconoscere pienamente il diritto fondamentale all’uguaglianza, contro una legge inadeguata che alimenta discriminazioni e ingiustizie» dichiara l’onorevole Daniela Sbrollini riguardo la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori immigrati, tema su cui in questi giorni si sono espressi, a favore, i vescovi del Triveneto in vista della giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato in programma la prossima domenica.
«In questa direzione va la proposta di legge che il Pd ha presentato e la cui discussione è tra le priorità del prossimo governo Bersani – continua Sbrollini –. Ogni bambino senza cittadinanza vive da straniero in un Paese che sente come proprio. Contro l’arretratezza culturale, e per i diritti civili, dobbiamo cominciare ad investire nella risorsa del multiculturalismo, a partire dai bambini, anime fragili della battaglia all’intolleranza.

sabato 5 gennaio 2013

Pietro Marcenaro, rapporto della storia del Parlamento su Rom e Sinti,


    


                                              Pietro Marcenaro, e Davide Casadio
Presidente "Sinti Italiani inviaggio" per il "diritto e la Coltura"


Dopo le primarie che hanno scelto Pierluigi Bersani come leader del centro sinistra, si vota a fine dicembre per scegliere i candidati del Partito Democratico al Parlamento. Pietro Marcenaro scioglie le riserve e si candida.
"Ho dovuto decidere da solo di candidarmi, ma mi sarebbe piaciuto che il mio partito ed il mio gruppo parlamentare si fossero presi la responsabilità di dare un giudizio sul mio lavoro e mi avessero chiesto di candidarmi".
Così Pietro Marcenaro, sul suo blog, dove spiega i motivi della sua scelta e ricorda l'impegno in questa legislatura in cui è stato presidente della commissione Diritti Umani del Senato.
"La responsabilità è difficile da praticare - commenta Marcenaro - anche se per la democrazia politica è una risorsa indispensabile. Ho dovuto così decidere da solo di ricandidarmi: l'ho fatto dopo avere ascoltato il parere delle tante persone con le quali in questi anni ho lavorato".
Sul blog il senatore del Pd elenca le sue tante iniziative, dalla visita a Lampedusa "a vedere e denunciare i trattamenti inumani e degradanti in cui erano costretti a vivere più di mille immigrati irregolari", al primo rapporto della storia del Parlamento su Rom e Sinti, dal dossier sui diritti umani nelle carceri e nei Cie alle missioni a Gaza, Sderot, Gerusalemme, dall'impegno per la democrazia in Iran ai rapporti presentati al Consiglio d'Europa.

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Rom e sinti, un'indagine nazionale - Pietro Marcenaro

http://www.youtube.com/watch?v=rl0pTlkKD0M

 
Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani

La manifestazione

Montecitorio, rom e sinti in presidio
“Basta diritti negati”



venerdì 4 gennaio 2013

Diritti umani. Amnesty: da immigrati a Rom Italia

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Diritti umani. Amnesty: da immigrati a Rom Italia sotto focus 

 

 

Amnesty ripercorre tutte le tappe che hanno caratterizzato il cammino dell'organizzazione nel 2012 nei confronti del nostro Paese
Roma, 2 gennaio 2013 - Dai respingimenti in Libia fino ad arrivare alla situazione dei Rom. Anche l'Italia è passata sotto la lente d'ingrandimento di Amnesty International sui diritti umani in occasione del Rapporto annuale 2012.

Amnesty ripercorre tutte le tappe che hanno caratterizzato il cammino dell'organizzazione nel 2012 nei confronti del nostro Paese. Il 19 gennaio Amnesty ha scritto al presidente del Consiglio Mario Monti in occasione della visita in Libia chiedendo di ''prendere in considerazione una serie di raccomandazioni relative alla situazione dei diritti umani in Libia e alla tutela dei diritti umani dei migranti e dei richiedenti asilo''. Amnesty International ha richiesto al governo italiano di ''desistere dal condurre qualsiasi operazione di respingimento, mettere da parte il Memorandum d'intesa sul 'controllo delle migrazioni', firmato col Consiglio nazionale di transizione il 17 giugno 2011, e assicurare che ogni forma di cooperazione sia trasparente e subordinata all'impegno e alla capacita' delle due parti di rispettare appieno i diritti umani di richiedenti asilo, rifugiati e migranti, e che sia coerente con il diritto internazionale dei diritti umani e con il diritto internazionale dei rifugiati''.

Sul caso dei respingimenti in Libia, il 23 febbraio 2012, Amnesty International ha giudicato una ''una pietra miliare'' la sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti umani nel caso Hirsi Jamaa e altri contro Italia. Il caso riguardava 11 cittadini somali e 13 cittadini eritrei che facevano parte di un gruppo di circa 200 persone intercettate in mare dalle autorita' italiane e respinte in Libia, senza che fosse stata valutata la loro necessita' di protezione internazionale. La sentenza si pone come ''un argine di fronte alla disponibilita' dell'Italia a cooperare con un governo che era conosciuto per la violazione sistematica dei diritti umani. Respingere migranti e richiedenti asilo in Libia, nonostante fossero ampiamente conosciuti i rischi cui sarebbero andati incontro, e' stata una politica priva di scrupoli''.

Anche la 'questione Rom' ha chiamato in causa l'intervento di Amnesty che, lo scorso 10 maggio, si e' detta ''preoccupata per le notizie relative a tentativi di compiere attacchi razzisti a Pescara e nei suoi dintorni, a seguito dell'uccisione di Domenico Rigante, avvenuta il primo maggio e della quale e' sospettato un cittadino italiano di etnia rom''.
Amnesty International ha sollecitato le autorita' italiane a ''prendere tutte le misure necessarie per proteggere le comunita' rom da intimidazioni e attacchi, a condannare pubblicamente la violenza razzista e l'incitamento alla violenza razzista e all'odio razziale, ad avviare immediate e approfondite indagini su atti di intimidazione e di violenza di stampo razzista e a garantire che gli autori di tali azioni saranno sottoposti a procedimenti sulla base di leggi contemplanti pene commisurate alla gravita' dei crimini

 

giovedì 20 dicembre 2012

Il Giorno Dimenticato! ancora oggi nel' 2013? Rom e Sinti

 

Il Giorno Dimenticato! ancora oggi nel' 2013?

Rom e Sinti

La diffusa ostilità e pregiudizio presenti in diverse società europee nei confronti delle persone di etnia Rom e Sinti si tradusse, nella Germania nazista, in una vera e propria persecuzione. Sebbene meno sistematico di quello perpetrato ai danni degli ebrei, il tentativo di sterminio di Rom e Sinti fu molto simile ad esso in quanto a modalità.
Queste popolazioni erano infatti considerate di “razza non ariana”, e chi vi apparteneva era tacciato di essere socialmente pericoloso, accusato di “asocialità” e di comportamenti devianti.om e Sinti furono discriminati e colpiti, al pari degli ebrei, dalla legislazione razzista tedesca (le leggi di Norimberga) e, in una prima fase, furono addirittura inclusi nel criminale piano di sterilizzazione messo in atto dal nazismo (Aktion T4) e rivolto alle persone con disabilità fisiche e mentali. Questo piano mirava, nella visione nazista dell’immaginaria superiorità del popolo tedesco, alla preservazione delle qualità “migliori” dei tedeschi attraverso l’eliminazione delle persone portatrici di geni considerati “degenerati”.
La polizia tedesca (Gestapo), sin dall’avvento del nazismo nel 1933, ebbe incarico di schedare le persone di queste etnie: decine di migliaia di persone furono identificate, una documentazione che diverrà poi utile agli esecutori delle deportazioni, che iniziarono all’inizio degli anni ’40.
Nel 1936 i nazisti crearono un organismo e una burocrazia appositamente dedicati al “problema”, “La centrale del Reich per la lotta contro la nocività degli zingari”: come avvenne per gli ebrei, fu promulgata un’accurata – per quanto arbitraria e scientificamente infondata – normativa, per individuare gli appartenenti alla cosiddetta “razza zingara”. Erano considerati tali, i figli di “zingari”, i figli di una coppia mista (definiti “mischlinge”, mezzosangue) e anche coloro che avevano un solo nonno “zingaro”. Ma l’individuazione di un criterio discriminatorio era più complessa di quanto non fosse per gli ebrei, in quanto Rom e Sinti, nelle loro migrazioni, usano adattarsi al credo religioso delle popolazioni ospitanti; moltissimi in Europa erano dunque diventati cristiani. Per questo la persecuzione non poteva avvenire su base religiosa, ma sul terreno più sfumato dell’aspetto esteriore, degli usi e dei costumi (nomadismo, “asocialità”, tratti somatici).
L’avvento della guerra significò per Rom e Sinti l’inizio delle deportazioni, delle violenze e degli omicidi arbitrari, non solo su territorio tedesco, ma su tutti i territori annessi o occupati dalla Germania e nelle zone di guerra. In alcuni casi venivano deportati insieme agli ebrei o confinati nei ghetti ebraici istituiti dai nazisti all’inizio del 1940 nei territori della Polonia occupata dai tedeschi.
Nei campi di sterminio nazisti vennero costituite apposite aree adibite al loro internamento. Ad Auschwitz una intera sezione (Zigeunerlager), attiva dal febbraio 1943 all’agosto 1944, fu costruita a tale scopo: vi trovarono la morte circa 19.300 dei 22.600 deportati di etnia Rom e Sinti.
E’ accertato che oltre centomila Rom e Sinti furono uccisi a causa della persecuzione nazista; secondo alcuni storici, ad essere uccisi furono diverse centinaia di migliaia.
Per lungo tempo dopo la fine della guerra non si è parlato del tentativo nazista di sterminio di Rom e Sinti, anche a causa della mancanza di una cultura scritta di queste popolazioni e della loro marginalità anche politica nelle società occidentali ed est europee. Solo negli ultimi decenni sono stati avviati studi sistematici sulla sorte di queste popolazioni durante il nazismo.
Nella lingua romanì, esiste un termine equivalente a Shoah, con il quale è indicato ciò che è accaduto durante il nazismo: Porrajmos (“distruzione”, “divoramento”).



Davide Casadio