sabato 16 maggio 2015

Per Casadio «Bologna è una città democratica, un esempio per tutte le altre città italiane».

Per Casadio «Bologna è una città democratica, un esempio per tutte le altre città italiane».
Bologna - L’inno nazionale accompagnato da chitarre e violini e i manifesti con gli articoli della Costituzione italiana: «Siamo stanchi di essere considerati ladri e delinquenti», ha detto il presidente dell’Associazione sinti italiani, Davide Casadio, durante la prima manifestazione nazionale dei rom e sinti organizzata a Bologna in difesa di tutte le minoranze sociali e contro la xenofobia.
«Siamo stanchi di essere oggetto delle campagne elettorali di Salvini e di altri - ha continuato Casadio - e vogliamo essere riconosciuti come un popolo». Secondo il rappresentante dei sinti italiani le controiniziative in programma oggi nel capoluogo emiliano, «sono la dimostrazione di politiche razziste, noi vogliamo far capire che possono venire a dialogare con noi».
Per Casadio «Bologna è una città democratica, un esempio per tutte le altre città italiane». Infine, il presidente dell’associazione sinti italiani ritiene «importante» la chiusura dei campi rom ma «non con le ruspe» perché «non li abbiamo voluti noi questi campi ma - ha concluso - siamo stati costretti ad andarci dalla politica». La partenza del corteo che ha visto l’adesione di alcune centinaia di persone, è stata preceduta dalla deposizione di una corona di fiori per le vittime sinti della banda della Uno bianca.
Luigi Manconi 
(presidente della commissione diritti umani)
 
Bologna - L’inno nazionale accompagnato da chitarre e violini e i manifesti con gli articoli della Costituzione italiana: così è partita la prima manifestazione nazionale rom e sinti a Bologna in difesa di tutte le minoranze sociali e contro la xenofobia, nel giorno dell’anniversario della rivolta nel campo di sterminio di Birkenau. In corteo alcune centinaia di persone tra cui normali cittadini, rom, sinti, studenti e rappresentanti del mondo politico. Fra questi i senatori Pd, Sergio Lo Giudice e Luigi Manconi (presidente della commissione diritti umani), oltre ad alcuni consiglieri comunali del Partito democratico e di Sel. Presente anche l’attore Alessandro Bergonzoni.
«Oggi nell’aria del Paese c’è un certo odio - ha detto poi Manconi dal palco di piazza XX settembre, dove il corteo ha concluso il suo percorso - Non qui, dove c’è felicità, piacere e la consapevolezza di essere parte di un popolo e di una civiltà, ma fuori. Credo di sapere da dove nasce quest’aria di odio: dall’oblio, dalla smemoratezza, dalla cattiva memoria di tanti, su ciò che siamo stati. Solo chi dimentica ciò che siamo stati può odiare i sinti e i rom». «Avete sentito le istituzioni, e a ragione, troppo spesso lontane e ostili - ha proseguito il senatore rivolgendosi al pubblico - ma qualcosa sta cambiando. La violazione di un diritto di uno di voi è una violazione del popolo italiano». Sul palco insieme a Manconi c’erano inoltre il deputato Sandra Zampa, l’assessore al Welfare del Comune di Bologna, Amelia Frascaroli, Alessandro Bergonzoni e l’attore Ivano Marescotti. «È stata una manifestazione pacifica e allegra - ha detto Zampa - che dimostra che sappiamo stare insieme, rispettandoci. È questa la base di convivenza del futuro».

lunedì 11 maggio 2015

La data non era stata scelta a caso: il 16 maggio del 1944 nel lager di Birkenau


Corteo rom e sinti a Bologna: Comune vieta 'banchetti', ma proliferano le contro-manifestazioni
"La data non era stata scelta a caso: il 16 maggio del 1944 nel lager di Birkenau gli internati sinti e rom si ribellarono ai nazisti", a scriverlo in una nota  Davide Casadio, mediatore culturale dei sinti italiani parlando della manifestazione che si terrà sabato 16 maggio a Bologna sottolineando che sono state richieste e ottenute "tutte le autorizzazioni necessarie". Invitati la Presidente della Camera Laura Boldrini, Gad Lerner e Moni Ovadia. Pare certa la presenza del senatore PD Luigi Manconi, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani.
 




 
Sinti Italiani in viaggio per il diritto e la cultura

sabato 9 maggio 2015

Frascaroli schiera il Comune di Bologna con i sinti Invito alla Boldrini.

BOLOGNA - Manca una settimana esatta alla manifestazione nazionale organizzata dai sinti a Bologna per il prossimo 16 maggio (sono invitati anche i rom) e si scalda la temperatura politica. Non solo perché insieme a a loro sfileranno anche i centri sociali e perché invece Forza Italia, Fratelli d’Italia e Forza Nuova saranno in centro per protestare contro il corteo, ma anche perché l’esposizione del Comune e dell’assessore Amelia Frascaroli sull’iniziativa rischia di aprire un polverone nel Partito democratico.

Nei giorni scorsi l’assessore ha convocato una riunione con i sindaci di Casalecchio e San Lazzaro e con i presidenti di Quartiere (tutti pd) dove ci sono campi nomadi. Scopo: lanciare un appello a fare in modo che la manifestazione sia un successo e il coinvolgimento di altre associazioni. All’incontro ha partecipato anche una delegazione sinti. Alcuni dei presenti hanno giudicato eccessivo il protagonismo di Frascaroli e la presidente del Quartiere Savena, Virginia Gieri, ha lasciato la riunione. Non certo per mancanza di rispetto ai sinti ma perché da un punto di vista istituzionale trovava strano che una riunione convocata per discutere delle problematiche dei campi rom si trasformasse nell’organizzazione della manifestazione. All’incontro c’era anche il presidente del quartiere Borgo Panigale, Nicola De Filippo, che ha una preoccupazione: «Io spero che si tratti di una manifestazione che spinga verso l’integrazione e non verso l’arroccamento. Se ci fossero delle differenziazioni sarebbe sbagliato, non bisogna creare differenze in quel tipo di realtà». De Filippo allude alle differenziazioni tra i sinti di origini italiane e i rom. L’organizzatore della manifestazione Davide Casadio, 45 anni, mediatore culturale sinti, precisa che «noi non abbiamo niente contro i rom, sono invitati alla manifestazione». Ma precisa che «questa è un’iniziativa nazionale dei sinti italiani che si sentono discriminati nel loro Paese e per questo indosseremo delle pettorine gialle con scritto “Siamo sinti italiani”».

Anche il presidente del Navile, Daniele Ara, ha sul suo territorio un campo nomadi. Non vede pericoli nella manifestazione in sé, semmai nelle contromanifestazioni. Però su un altro punto non transige: «Le utenze nei campi vanno pagate, non ci vuole pietismo». Questo è il punto che agita il Pd. «Ai nostri cittadini sinti dobbiamo offrire la nostra protezione da eventuali discriminazioni — spiega Gieri — ma dobbiamo anche aspettarci anche il rispetto delle regole che valgono per tutti». Detta più brutalmente: i sinti sono italiani e come gli italiani, se non ricorrono particolari condizioni economiche, devono pagare le bollette. La comunità sinti, grazie anche al sostegno dell’assessore Frascaroli, ha invitato alla manifestazione la presidente della Camera, Laura Boldrini: ma difficilmente potrà venire. Ci si dovrà accontentare, in rappresentanza del Senato, della presenza di Luigi Manconi, presidente della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. Invitati alla manifestazione anche il giornalista Gad Lerner e Moni Ovadia. I rapporti tra Frascaroli e un pezzo del Pd sono tesi fin dal giorno in cui definì «infame» l’articolo di legge che impedisce gli allacciamenti delle utenze nel caso di occupazioni. Un punto sul quale ha polemizzato frontalmente con il consigliere regionale Giuseppe Paruolo che, pur comprendendo la decisione poi presa dal sindaco di riallacciare l’acqua nell’edificio occupato in via de’ Maria, ha sostenuto che «è sbagliato affermare il diritto di tutti ad occupare e poi ad allacciare le utenze», difendendo la legge. Insomma la manifestazione, che partirà da via Gobetti e si concluderà in piazza XX settembre, rischia di alimentare tensioni politiche trasversali.
Oggi, intanto, la Lega Nord farà volantinaggio in Bolognina per avvertire i cittadini della manifestazione di sabato prossimo

lunedì 20 aprile 2015

Manifestazione ! del 16 maggio 2015 A Bologna ricorda 1944 il diritto dei Sinti in Italia

 
Era il 16 maggio 1944 nel campo di concentramento di Auschwitz quando le SS decisero di farla finita con il campo adibito alle famiglie zingare. Un olocausto, quello patito da Sinti e Rom, che in molti preferiscono dimenticare, o meglio far finta che non sia mai avvenuto. Quel giorno le SS ricevettero l’ordine di smantellare il campo, ovvero di eliminare tutti gli internati. Nessuno si sarebbe mai aspettato di assistere a una rivolta dei gitani reclusi che, quel 16 maggio, uscirono dalle loro baracche in oltre quattromila, decisi però a non farsi massacrare senza combattere. In teoria dovevano uscire e seguire i nazisti fino alle camere a gas, ma quel giorno decisero di ribellarsi raccogliendo pietre e spranghe e lanciandosi contro le SS. I tedeschi poi gliela fecero pagare riducendo alla fame il campo e uccidendo ben 2897Sinti e Rom nella stessa notte, il 2 agosto dello stesso anno. E’ questa la triste storia dei massacri commessi dai nazisti ai danni anche di non ebrei, dimenticati per decenni e solo negli ultimi anni riscoperti anche grazie al lavoro di storici e minoranze etniche. Secondo le ultime ricostruzioni si crede che i nazisti abbiano trucidato qualcosa come 500.000 tra Rom, Sinti e Manush, ed è opportuno ricordare come durante il processo di Norimberga i superstiti non siano nemmeno stati ammessi come parte civile. Siamo tutti Sinti e Rom.
 
Costituzione Italiana
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.



4.000 Rom internati nello zigeunerlager di Auschwitz decisero di opporsi ai loro aguzzini, che secondo programma erano venuti a prelevarli, per condurli nelle camere a gas. Di fronte a un’umanità ridotta in condizioni pietose – formata da nugoli di bambini pelle e ossa, donne e capifamiglia scalzi – si trovava la più potente e organizzata macchina di oppressione morte di tutti i tempi. Non furono solo gli uomini a decidere di non piegare il capo di fronte ai carnefici in divisa; anche le manine ossute dei bimbi e delle donne raccolsero pietre, mattoni, spranghe, rudimentali lame e tutti insieme i Sinti e Rom di Auschwitz dissero: «No!».
 
«Non vi daremo i nostri piccoli, perché li facciate uscire dai vostri camini. I vostri medici ne hanno già straziati tanti, sperimentando la loro scienza mostruosa su di loro. Le loro urla salivano fino al cielo, più in alto ancora del fumo denso che usciva dai crematori, più in alto ancora delle nostre preghiere. Non annienterete le nostre famiglie, cui avete già tolto i doni preziosi della libertà e della dignità. Non lasceremo alle vostre mani rapaci, ai vostri cuori tenebrosi, al vostro odio disumano la bellezza delle nostre vite, la santità dell’amore che unisce le nostre famiglie in un popolo povero, ma fiero».
 
Le mamme stringevano al petto i bimbi più piccoli, mentre combattevano; i ragazzini difendevano lo zigeunerlager finché il sangue non li copriva, rendendoli simili agli spiriti della vendetta delle leggende; braccia scure brandivano armi rudimentali in un impeto instancabile, finché le SS si ritirarono, esterrefatte davanti a quell’eroismo, a quel coraggio sovrumano che affrontava le pallottole e le baionette con la carne nuda. Le SS si ritirarono, portando con sé molti cadaveri tedeschi. Solo il 2 agosto 1944 i nazisti – dopo aver ridotto in fin di vita la popolazione Sinti e Rom prigioniera della «fabbrica della morte», limitando al minimo il suo sostentamento alimentare – riuscirono a liquidare lo zigeunerlager. 2.897 eroi Rom furono assassinati in una sola notte nelle camere a gas di Birkenau.

Davide Casadio Presidente

giovedì 16 aprile 2015

Davide Casadio, presidente rom e sinti:come Ieri "Hitler”- oggi “Salvini" !

Perché il 16 maggio è la data in cui ricorre una ribellione di rom e sinti,
scoppiata nel Lager !
 
  Davide Casadio Presidente
Luca V. Calcagno- Davide Casadio, presidente della Federazione rom e sinti, ha annunciato una manifestazione a Bologna per il 16 maggio “contro un nuovo Olocausto”. Ad Articolotre.com parla dello stato dei rom e dei sinti in Italia, dell'integrazione e delle politiche xenofobe dei partiti di estrema destra.

Perché la manifestazione del 16 maggio?
Perché il 16 maggio è la data in cui ricorre una ribellione di rom e sinti scoppiata nel lager nazista di Birkenau. Siamo arrivati al punto di metterci in evidenza scendendo in piazza, perché c'è un pericolo reale. Abbiamo scelto una data simbolica, perché a Birkenau la rivolta era contro la morte, mentre oggi siamo annientati due volte, moralmente e culturalmente, e soprattutto nella dignità   perché siamo senza diritti.

Un commento circa i partiti di estrema destra e xenofobi in posizioni di potere in molti Paesi dell'Europa?
In questi paesi i rom e i sinti vengono strumentalizzati per accaparrare consensi per le campagne politiche di questi partiti, per esempio come fa qui in Italia la Lega Nord. Salvini fa la stessa politica che faceva Hitler quando diceva che i rom e i sinti sono asociali, non hanno voglia di lavorare, ce l'hanno nel DNA, nel sangue. Non c'è un costruire, c'è un negare: tu sei il problema, lo zingaro, il delinquente. L'Olocausto non è scoppiato da un giorno all'altro, ma è stato un procedere per tappe…

 
“Olocausto” è un'esagerazione?
Non si tratta ovviamente di un Olocausto di massa, però moralmente e culturalmente è come se lo fosse, perché la legge non tiene conto di noi, non abbiamo diritti e non veniamo considerati come cittadini italiani. Ancora, non abbiamo un rappresentante in Parlamento. L'esito è che noi rom e sinti italiani siamo costretti a rinnegare la nostra origine. Una volta c'erano i sinti, giostrai che viaggiavano sulle roulotte, e ricordo che  i grandi parchi divertimenti prima di essere mete turistiche, che attirano persone da tutta Italia, erano parchi giochi sinti. Adesso hanno quasi tutti una casa e quando vanno in vacanza prendono il treno o l'aereo, rinnegando la loro cultura. Dirò di più: adesso tutti possono fare uso di spettacolo viaggiante, non c'è una sorta “diritto d'autore”, ecco perché anche lì sta scomparendo il lavoro.

Come giudica le politiche di integrazione dell'Italia?
L'Italia non è razzista, ma ha paura, perché è in crisi. I meccanismi di integrazione e di interazione ci sono, anche se molti politici vivono e speculano su tutto questo, senza affrontare la realtà delle cose. Il Parlamento europeo parla di rom e ai sinti che vanno tutelati, ma soltanto perché siamo utilizzati come portatori di voti. Veniamo strumentalizzati da molte amministrazioni italiane con progetti che poi non recano alcun vantaggio, perché i rom e i sinti di origine italiana non prendono un centesimo, anche se si dice che ricevono denaro dallo Stato.

Al momento non c'è l'integrazione al lavoro, l'acculturazione, l'inclusione, non c'è la rappresentanza ripeto. Rom e sinti vengono interpellati, ma poi decidono sempre gli altri. Non ci viene data la possibilità di decidere insieme per le comunità che rappresentiamo. I rom devono autorappresentarsi. Ci sono degli step da superare, come l'integrazione e il lavoro, soprattutto questo che dà dignità.

E sui pregiudizi a riguardo di rom e sinti?
Noi rom e i sinti italiani siamo circa 200 mila, lo 0,25% della popolazione, e non viviamo nei campi nomadi. In questi vivono soprattutto rom che vengono dai balcani. Anzi, molti tra di noi hanno votato sempre Berlusconi anche quando appoggiava la Lega, perché diceva di risollevare l'Italia.

Circa i pregiudizi come i furti, mi chiedo, se viene negato il ferro vecchio, se viene negato il minimo per mantenere una famiglia, cosa si può fare? Ma se la situazione si rovesciasse e chi alimenta questi pregiudizi diventasse la minoranza, senza politiche sociali, del lavoro, del diritto? Cosa potrebbe fare? Negarsi, entrando a far parte della maggioranza, ma al prezzo dell'abbandono della propria cultura d'origine. 

Bologna Manifestazione 16 Maggio (Memoria Dimenticata 1944 - “rivolta dei gitani”) Sinti e Rom in Europa in Italia

(Memoria Dimenticata 1944 - “rivolta dei gitani”)  Sinti e Rom in Europa in Italia
la manifestazione del 16 maggio a bologna ricorda e si ribella (All'odio e Razzismo)
Il 16 maggio del 1944 nel campo di concentramento di Auschwitz andava in scena la dimenticata “rivolta dei gitani”. Ogni anno si ricordano le atrocità del nazifascismo, ma in pochi ricordano quei 500.000 tra Sinti e Rom massacrati dal Terzo Reich.    (Memoria Dimenticata -  “rivolta dei gitani”)
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1-«Non vi daremo i nostri piccoli, perché li facciate uscire dai vostri camini. I vostri medici ne hanno già straziati tanti, sperimentando la loro scienza mostruosa su di loro. Le loro urla salivano fino al cielo, più in alto ancora del fumo denso che usciva dai crematori, più in alto ancora delle nostre preghiere. 2 -Non lasceremo alle vostre mani rapaci, ai vostri cuori tenebrosi, al vostro odio disumano la bellezza delle nostre vite, la santità dell’amore che unisce le nostre famiglie in un popolo povero, ma fiero».  formata da nugoli di bambini pelle e ossa, donne e capifamiglia scalzi – si trovava la più potente e organizzata macchina di oppressione morte di tutti i tempi. 3- Le mamme stringevano al petto i bimbi più piccoli, mentre combattevano; i ragazzini difendevano lo zigeunerlager finché il sangue non li copriva, rendendoli simili agli spiriti della vendetta delle leggende; braccia scure brandivano armi rudimentali in un impeto instancabile, finché le SS si ritirarono, esterrefatte davanti a quell’eroismo, a quel coraggio sovrumano che affrontava le pallottole e le baionette con la carne nuda.
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Era il 16 maggio 1944 nel campo di concentramento di Auschwitz quando le SS decisero di farla finita con il campo adibito alle famiglie zingare. Un olocausto, quello patito da Sinti e Rom, che in molti preferiscono dimenticare, o meglio far finta che non sia mai avvenuto. Quel giorno le SS ricevettero l’ordine di smantellare il campo, ovvero di eliminare tutti gli internati. Nessuno si sarebbe mai aspettato di assistere a una rivolta dei gitani reclusi che, quel 16 maggio, uscirono dalle loro baracche in oltre quattromila, decisi però a non farsi massacrare senza combattere. In teoria dovevano uscire e seguire i nazisti fino alle camere a gas, ma quel giorno decisero di ribellarsi raccogliendo pietre e spranghe e lanciandosi contro le SS. I tedeschi poi gliela fecero pagare riducendo alla fame il campo e uccidendo ben 2897Sinti e  Rom nella stessa notte, il 2 agosto dello stesso anno. E’ questa la triste storia dei massacri commessi dai nazisti ai danni anche di non ebrei, dimenticati per decenni e solo negli ultimi anni riscoperti anche grazie al lavoro di storici e minoranze etniche. Secondo le ultime ricostruzioni si crede che i nazisti abbiano trucidato qualcosa come 500.000 tra Rom, Sinti e Manush, ed è opportuno ricordare come durante il processo di Norimberga i superstiti non siano nemmeno stati ammessi come parte civile. Siamo tutti Sinti e Rom ........????
4.000 Rom internati nello zigeunerlager di Auschwitz decisero di opporsi ai loro aguzzini, che secondo programma erano venuti a prelevarli, per condurli nelle camere a gas. Di fronte a un’umanità ridotta in condizioni pietose – formata da nugoli di bambini pelle e ossa, donne e capifamiglia scalzi – si trovava la più potente e organizzata macchina di oppressione morte di tutti i tempi. Non furono solo gli uomini a decidere di non piegare il capo di fronte ai carnefici in divisa; anche le manine ossute dei bimbi e delle donne raccolsero pietre, mattoni, spranghe, rudimentali lame e tutti insieme i Sinti e Rom di Auschwitz dissero: «No!».
«Non vi daremo i nostri piccoli, perché li facciate uscire dai vostri camini. I vostri medici ne hanno già straziati tanti, sperimentando la loro scienza mostruosa su di loro. Le loro urla salivano fino al cielo, più in alto ancora del fumo denso che usciva dai crematori, più in alto ancora delle nostre preghiere. Non annienterete le nostre famiglie, cui avete già tolto i doni preziosi della libertà e della dignità. Non lasceremo alle vostre mani rapaci, ai vostri cuori tenebrosi, al vostro odio disumano la bellezza delle nostre vite, la santità dell’amore che unisce le nostre famiglie in un popolo povero, ma fiero».
Le mamme stringevano al petto i bimbi più piccoli, mentre combattevano; i ragazzini difendevano lo zigeunerlager finché il sangue non li copriva, rendendoli simili agli spiriti della vendetta delle leggende; braccia scure brandivano armi rudimentali in un impeto instancabile, finché le SS si ritirarono, esterrefatte davanti a quell’eroismo, a quel coraggio sovrumano che affrontava le pallottole e le baionette con la carne nuda. Le SS si ritirarono, portando con sé molti cadaveri tedeschi. Solo il 2 agosto 1944 i nazisti – dopo aver ridotto in fin di vita la popolazione Sinti e  Rom prigioniera della «fabbrica della morte», limitando al minimo il suo sostentamento alimentare – riuscirono a liquidare lo zigeunerlager. 2.897 eroi Rom furono assassinati in una sola notte nelle camere a gas di Birkenau.
Davide Casadio Presidente Federazione Rom e sinti insieme in Italia

mercoledì 15 aprile 2015

Manifestazione sinti e rom a Bologna 16 maggio sabato ore 10:00 fine ore 15:00 vi aspettiamo tutti Ok !


Il 16 maggio a Bologna la manifestazione nazionale di rom e sinti "contro un nuovo olocausto"

Il presidente Casadio: "Denunceremo Salvini per incitamento all'odio. Se dovessero accadere episodi di violenza contro di noi sapremo di chi è la colpa". Sarà Bologna a ospitare, il prossimo 16 maggio, la manifestazione nazionale di rom e sinti. Lo annuncia Davide Casadio, presidente della Federazione rom e sinti, nell'ultima puntata di KlausCondicio.

 Il 16 maggio non è una data scelta a caso: in quel giorno nel lager di Birkenau gli internati sinti e rom si ribellarono ai nazisti. "Non escludo assolutamente un nuovo olocausto per rom e sinti, se in Europa dovessero andare al potere persone di estrema destra come Salvini", afferma Casadio, che annuncia di voler denunciare il leader della Lega nord "alla Corte Europea di Strasburgo, per incitamento all'odio razziale e alla violenza, con una richiesta di risarcimento danni per cinque milioni di euro". Secondo Casadio, infatti, "Salvini ha violato palesemente tutte le leggi comunitarie che impediscono a un politico di alimentare odio e aizzare la gente ad agire in modo, violento contro una specifica comunità creando un clima da pogrom. Se dovessero accadere episodi di violenza o pogrom contro persone rom sapremo di chi sarà la colpa". "Il virus del razzismo - continua Casadio - sta alimentando discriminazioni fomentate da personaggi come Salvini, che stanno facendo politica come accadde negli anni trenta", quando "i nostri genitori o nonni venivano perseguitati dal nazifascismo, quando venimmo sterminati". Bologna.repubblica.it

CASADIO: CON SALVINI RISCHIO OLOCAUSTO PER SINTI E ROM Video su Youtube!

marco ottina   6 giorni fa  

bravo a mio cugino Casadio e un grazie alle persone che ci danno un diritto di replica a tutte queste brutte cose che mostrano nella nostra cultura e non facciano vedere solo il lato sporco della medaglia e che non devono fare da tutta l'erba un fascio chi sbaglia deve pagare e in tutti i sensi e non buttare fumo negli occhi hai italiani o usare i sinti o i rom come specchietto per le allodole e nascondere le loro malefatte. Nessuno ci ha chiesto se volevamo vivere nei campi, ci hanno messi li... punto e basta pretendono che non vanno rubare ma se sono nati dalla miseria e senza nessuna istruzione cose, volevano dei geni in fisica i capi e solamente la conseguenza dei lager, la differenza tra i due e che prima ci sterminavano con il gas e adesso ci lasciano abbandonati a noi stessi. o meglio dire per comodità "comodità intendo che lo stato manda fior di quattrini ai comuni x sanificare un capo nomadi e vorrei vedere quanti ne vengono spesi realmente e non sono solo chiacchere ci sono documenti che ne parlano. E un diritto di tutti vedere dove vanno spesi i soldi pubblici ma non dei sinti né dei rom se volete potete contattarmi al 3312386382 luca grazie di tutto

www.youtube.com-Davide-Casadio